Parità di genere, le Regole del Bellunese (poche in realtà) aprono alle donne. “Serve però un cambiamento culturale, molte non partecipano perché non aiutate”
Si è svolto l’incontro tra la consigliera di parità Flavia Monego e i rappresentanti di alcune delle Regole del territorio bellunese. Pochi in realtà quelle che hanno accettato, rispetto all’invito mandato a tutti gli istituti: la Provincia però assicura che il riscontro è positivo, visto soprattutto il riconoscimento della necessità di uno sforzo culturale verso il coinvolgimento delle donne nel governo di questi enti

BELLUNO. La parità di genere si fa strada tra gli Istituti regolieri della provincia di Belluno. A renderlo noto la consigliera di parità Flavia Monego, che ha convocato un incontro con gli stessi focalizzato sullo stato dell’arte del tema all'interno dei rispettivi statuti.
Erano in realtà poche le realtà al tavolo, ma “animate da ottimi propositi e una chiara visione del futuro” assicura la Provincia. Nonostante infatti l'invito fosse stato esteso capillarmente a tutti gli istituti del territorio e la partecipazione sia stata numericamente inferiore rispetto ai precedenti tavoli del 2024 e del 2025, il confronto di oltre due ore è giudicato positivo.
Cinque i rappresentanti presenti: il segretario generale delle Regole d'Ampezzo di Cortina Stefano Lorenzi, il presidente della Regola di Vodo di Cadore Andrea Talamini, il vicepresidente della Comunanza dell'Alpago Ivo Barattin, in rappresentanza della Regola di Casamazzagno Silvano Mina Plaito e la presidente della Regola di Valle di Cadore Manuela Pradetto. Le cinque realtà hanno dimostrato di aver già recepito la parità di genere nei propri statuti, ma il vero nodo resta il coinvolgimento di quelle che ancora non hanno compiuto questo passo e che hanno disertato l'appuntamento. "L'adeguamento degli statuti alla parità di genere - sottolinea Monego - non è solo una scelta etica, ma una necessità strategica ed economica".
La riflessione condivisa da tutti è una: la modifica dello statuto è fondamentale, ma tuttavia insufficiente. “La reale inclusione - si nota - non può essere affidata esclusivamente a una riga scritta: dipende soprattutto da come una comunità riesce ad accogliere e coinvolgere le persone. Molte donne non prendono parte alla vita delle Regole non perché vi siano ostacoli espliciti, ma perché si trovano in un contesto che non conoscono e nel quale spesso nessuno le accompagna a comprenderne le dinamiche, la storia e il funzionamento".
Il confronto va avanti da tempo. Lo scorso anno la consigliera aveva incontrato gli istituti regolieri dell’Alto Bellunese, anche alla luce di una sentenza di Cassazione che aveva imposto alla Regola di Casamazzagno di adeguare i propri documenti statutari. Tendenzialmente, gli statuti sono infatti chiusi verso l’esterno per mantenere una gestione il più possibile attenta delle risorse ambientali di cui si occupano: l’auspicio di Monego, già all’epoca, era di continuare a farlo senza discriminazioni di genere.
Ora emerge chiaramente come l'ingresso in un ambiente già in qualche modo consolidato come quello regoliero non sia facile per le donne, ad esempio per molte mancano modelli di riferimento, c’è scarsa familiarità con i meccanismi decisionali e si sente il peso di una tradizione secolare che non ne prevedeva la presenza. “Anche senza alcuna volontà discriminatoria - sottolinea la Provincia - l'ambiente, il linguaggio e le consuetudini ereditate possono trasmettere il messaggio implicito che quello non sia ancora il loro spazio”.
Da qui il riconoscimento della necessità di uno sforzo culturale verso l’accoglienza e il coinvolgimento. "Sono pronta a fare la mia parte - sottolinea Monego - per sensibilizzare il territorio, promuovendo e organizzando nuovi incontri informativi e di confronto con tutti gli istituti bellunesi. Dobbiamo aiutare le donne a superare queste resistenze interne e stimolare con forza le Regole rimaste indietro ad adeguare i propri statuti. Il futuro della nostra montagna e delle nostre tradizioni passa inevitabilmente attraverso una piena e reale uguaglianza".












