Aveva trasformato il suo locale in una “centrale” dello spaccio di cocaina: barista arrestato, chiuso un noto pub del centro città
Decine di dosi di cocaina in involucri termosaldati trovati dietro al bancone: nei guai un barista 36enne, compagno e “dipendente” della donna che gestiva il locale di Bolzano; tra auto ed appartamento altra droga pronta per lo spaccio e 25.000 euro in contanti. L'uomo è stato arrestato, e il bar rimarrà chiuso per 30 giorni

BOLZANO. Un bar del centro città diventato una sorta di “centrale” dello spaccio di cocaina a Bolzano: rimarrà chiuso per un mese il “Devil's Pub” di via Torino, nel capoluogo altoatesino.
Il provvedimento del questore (sospensione della licenza e immediata chiusura del pub) che avrà durata di 30 giorni è la diretta conseguenza del grave fatto accertato negli ultimi giorni: ieri il momento culminante dell'operazione, quando con un controllo effettuato martedì pomeriggio è emerso il possesso da parte di un un cittadino albanese di 36 anni di 24 involucri termosaldati contenenti cocaina confezionata e pronta allo spaccio. L'uomo teneva la droga all'interno di alcuni pacchetti di sigarette proprio nel bar dove lavorava e di cui di fatto era il gestore: nello stesso contesto, grazie all'intervento del cane antidroga della guardia di finanza, nel corso della perquisizione estesa all’autovettura utilizzata dall'uomo e parcheggiata di fronte al pub sono state rinvenute e sequestrate altre 62 dosi termosaldate di cocaina, per un peso complessivo di 65 grammi.
La successiva perquisizione eseguita presso il domicilio dove convivono l'uomo e l'effettiva titolare del “Devil's Pub” ha consentito di ritrovare e sequestrare una somma di denaro di circa 25.000 euro in contanti, considerata provento dell’attività di spaccio.
A quel punto il 36enne è stato arrestato nella flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il questore di Bolzano Paolo Sartori ha disposto la sospensione della licenza e l’immediata chiusura del “Devil's Pub” per 30 giorni: si tratta, anche in questo caso, di un provvedimento finalizzato a far sì che venga interrotta una situazione che comprometteva l'ordine e la sicurezza pubblica.
“L’utilizzo di un pubblico esercizio che si trova nel centro cittadino quale punto di riferimento per lo spaccio di droga è di una gravità inaccettabile", ha voluto precisare il questore Sartori. "L’ordine e la sicurezza pubblica, così come la tranquillità dei cittadini e la tutela della salute degli individui sono beni primari percepiti da tutta la popolazione come tali: per questi motivi il nostro compito è quello di tutelarli con il massimo rigore, evitando che situazioni che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone possano ripetersi. La sospensione della licenza e la contestuale chiusura di questo esercizio pubblico, pertanto, hanno lo scopo di porre argine ad una problematica che avrebbe potuto provocare tragiche ripercussioni sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini”.














