Avevano rapinato due anziani legandoli e imbavagliandoli nella loro villa: 5 uomini in carcere
Ordinanza di custodia cautelare in carcere per cinque uomini di età compresa tra i 20 e i 72 anni: uno di loro è l’ideatore e gli altri gli autori della violenta rapina in villa ai danni di due anziani lo scorso 29 maggio a Castelnuovo del Garda. Trovate varie armi da fuoco

PESCHIERA. Lo scorso 29 maggio era andata in scena una violenta rapina, all’interno di una villa di Castelnuovo del Garda, ai danni di due anziani che erano stati immobilizzati e imbavagliati: nella mattinata di martedì 23 luglio, a poco meno di due mesi dal fatto, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa Gip di Verona, nei confronti di cinque uomini, di età compresa fra i 20 e i 72 anni, residenti in Sicilia e nel bresciano, sul conto dei quali sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza in relazione alla loro partecipazione in quella rapina, uno quale ideatore ed organizzatore e gli altri quali autori.
Due rapinatori, fingendosi militari della Guardia di Finanza, indossando una pettorina con la scritta “Guardia di Finanza” ed una placca distintiva al collo, hanno simulato un controllo di polizia nella villa delle due vittime.
Quest’ultime, tratte in inganno dagli abiti e dal distintivo indossati dai due uomini, hanno consentito loro l’ingresso: insieme ai due però sono arrivati altri due complici che con forza hanno spinto gli anziani coniugi dentro l’abitazione.
Una volta all’interno i rapinatori, tre dei con passamontagna, spingendo ed immobilizzando i coniugi sul divano con delle fascette da elettricista e minacciandoli con una pistola semiautomatica ed un taser, si sono impossessati di 500 euro in contanti, di una carabina e di una collanina d’oro strappata dal collo di uno dei coniugi.
Successivamente, prima di darsi alla fuga, i rapinatori hanno imbavagliato le vittime e le hanno rinchiuse all’interno del bagno dello scantinato. Nonostante le violente limitazioni, le vittime sono riuscite a liberarsi e a dare l’allarme.
Sotto le direttive della Procura della Repubblica di Verona, i Carabinieri hanno approfondito i movimenti degli indagati nei giorni precedenti alla rapina. Un importante, quanto concreto contributo alle indagini è stato dato dall'identificazione di uno degli indagati grazie alle impronte digitali a seguito degli accertamenti dattiloscopici.
Quanto ricostruito dai Carabinieri ha permesso di tracciare un quadro indiziario assolutamente grave e puntuale a carico degli indagati: nel corso della perquisizione compiuta carico di uno di loro, il 72enne residente nella provincia di Brescia, sono state rinvenute e sequestrate diverse armi da fuoco (pistole e fucili), munizionamento e silenziatori artigianali, provento di altrettanti furti compiuti nelle province di Verona, Brescia e Bolzano; peraltro, due dei fucili sequestrati sono risultati modificati in fucili a canne mozze, al fine di aumentarne la potenzialità offensiva.
L’articolata attività d’indagine ha permesso di disarticolare la tipica “banda in trasferta” composta da sei soggetti e, alla luce degli elementi indiziari sin qui acquisiti, non si escludono ulteriori sviluppi.
Nella stessa mattinata di martedì, i quattro soggetti, una volta tratti in arresto e concluse le formalità di rito, sono stati portati nelle Case Circondariali di Palermo-Pagliarelli e Brescia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
Si rappresenta che la misura è adottata di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.














