Bimbo di 15 mesi sbranato e ucciso da due pitbull. Ferita anche la madre che aveva provato a difenderlo. L'Oipa: "Regolamentare la detenzione di determinati cani"
Secondo le prime ricostruzioni il piccolo si trovava in braccio allo zio, quando i due cani - di proprietà di un'amica della madre che li aveva affidati da qualche tempo alla famiglia del bambino - sono usciti dallo spazio in cui erano custoditi, sfruttando un cancelletto aperto, e hanno aggredito il bambino. La mamma ha provato ad intervenire, rimanendo a sua volta ferita alle braccia e alle gambe

EBOLI. Un bimbo di appena 15 mesi è stato sbranato e ucciso da due pitbull stamani in località Campolongo di Eboli, in provincia di Salerno.
Secondo le prime ricostruzioni il piccolo si trovava in braccio allo zio, quando i due cani - di proprietà di un'amica della madre che li aveva affidati da qualche tempo alla famiglia del bambino - sono usciti dallo spazio in cui erano custoditi, sfruttando un cancelletto aperto, e hanno aggredito il bambino. La madre, resasi conto di quanto stava accadendo, ha cercato di strappare il figlio alla furia dei due cani, ma non vi è riuscita, rimanendo ferita a sua volta alle gambe.
I sanitari, giunti tempestivamente sul luogo dell'accaduto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del bambino con il medico legale che ha constatato numerose e gravi ferite sul corpicino del piccolo. La mamma è stata trasportata in ospedale: non è in pericolo di vita.
Sull'episodio stanno indagando i carabinieri, al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. I due cani avrebbero potuto ritenere il bambino come un elemento "estraneo" o, addirittura, come un "pupazzo da gioco". La Procura di Salerno ha ovviamente aperto un'inchiesta. I due animali sono stati sedati e portati in un canile.
L’Organizzazione internazionale protezione degli animali (Oipa) chiede, per l'ennesima volta, al legislatore di regolamentare la detenzione di determinati tipi di cani che troppo spesso vengono scelti anche da persone non in grado di gestirli correttamente. A livello locale, alcuni Comuni, come quello di Milano, hanno regolamentato la materia prevedendo la concessione di patentini per la detenzione di alcune razze o simil-razze.
Come gestire un cane “problematico” e cosa dice la legge sulla loro gestione? Risponde l’Oipa che chiarisce come anzitutto non esista un elenco di cani ritenuti “problematici”. Nel 2006 il Ministero della Salute ha emesso un’ordinanza riguardante la “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”, nella quale era prevista una lista di razze canine ritenute pericolose. Successive ordinanze hanno poi abolito questo elenco a causa della relativa incertezza e, soprattutto, della discriminazione delle razze.
"Attualmente la pericolosità di un cane viene determinata a seconda di fatti specifici - spiega l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio legale dell’Oipa -. In caso morsicatura o zuffa tra cani, infatti, il cane e il suo proprietario vengono segnalati al Servizio veterinario Asl, che tiene un registro dei cani dichiarati aggressivi, e sono obbligati a seguire un corso formativo. Il corso è organizzato dal comune, insieme al servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale, avvalendosi della collaborazione degli Ordini professionali dei medici veterinari e di associazioni di protezione animale. Le spese sono sostenute dal proprietario del cane “impegnativo”. In caso di pericolosità grave, scatta l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa e l’obbligo di utilizzare il guinzaglio e la museruola nelle strade e nei luoghi aperti al pubblico".













