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Trento
21 ottobre | 09:28

"È finita nella bocca di un cane lasciato libero che la strattonava come un peluche", ora Lulù è in pericolo di vita: "Ecco cosa succede quando non si usa il guinzaglio"

Le volontarie di Zampa Trentina: "Lulù al momento è ancora in pericolo di vita. E tutto questo perché? Perché si è trovata davanti due cani di taglia grande liberi. È finita nella bocca di uno dei due che la strattonava come fosse un peluche"

"È finita nella bocca di un cane lasciato libero che la strattonava come un peluche"

TRENTO. "Non si lasciano i cani liberi: lo dice la legge". A ricordare una regola spesso ignorata sono state nelle scorse ore le volontarie di Zampa Trentina, che sui social hanno raccontato i possibili esiti di una passeggiata senza guinzaglio (quest'ultimo, obbligatorio per legge "ma soprattutto per buonsenso"). 

 

Nel lungo post pubblicato su Facebook si vede anzitutto una fotografia della cagnolina Lulù, che ha compiuto 6 anni: "Il suo compleanno lo sta trascorrendo in prognosi riservata in una clinica veterinaria. Le è stato asportato un occhietto, presenta una frattura al cranio e, appena le sue condizioni lo renderanno possibile, verranno svolte altre indagini mediche", premettono da Zampa Trentina.

 

"Al momento è ancora in pericolo di vita. E tutto questo perché? Perché si è trovata davanti due cani di taglia grande liberi. È inaccettabile. Noi non eravamo presenti, quindi non possiamo sapere le dinamiche esatte dell'aggressione. Ma abbiamo parlato con la proprietaria di Lulù, ancora sotto shock per quanto successo".

 

E proseguono: "Tra le lacrime ha raccontato quei tragici minuti che hanno cambiato per sempre la vita di Lulù. La disperazione è tanta, la paura ancor di più, la preoccupazione per le condizioni è altissima".

 

Un racconto che induce ad un'inevitabile riflessione, che mostra l'importanza del comportarsi nella maniera corretta: "Colpa dei due cani di taglia grande? No, assolutamente no. Magari normalmente vengono descritti anche come cani buoni, ma restano cani e non si può sempre prevedere come reagiranno in ogni situazione. Sicuramente non era previsto che oggi finisse così, con Lulù nella bocca di uno dei due come un peluche e l'altro altrettanto su di giri".

 

"Gli incidenti possono capitare - sottolineano le volontarie -. Un cane può scappare, un guinzaglio può sfilarsi, ma quello che è accaduto oggi non doveva capitare. Esistono lunghine, esistono aree cani, esistono le museruole per garantire un minimo di sicurezza. La museruola non è uno strumento di tortura, ma uno strumento che obbliga il cane ad usare altre risorse che non siano la bocca. Il proprietario probabilmente è stato individuato e ci auguriamo non solo che si prenda la responsabilità di quanto accaduto (perché la responsabilità è sua, non dei cani), ma soprattutto che acquisisca consapevolezza nella gestione dei cani".

 

Un problema riscontrabile anche in montagna, dove nel tempo non sono mancate aggressioni e zuffe fra animali (L'AVEVAMO RACCONTATO QUI e QUI): "La gestione sbagliata dei cani è quella che porta alla crescita dei pregiudizi verso alcune razze, ma sono i proprietari che andrebbero giudicati, non i cani".

 

La speranza, al di là dell'appello lanciato sui social è che ora la cagnolina Lulù possa rimettersi in forze e guarire, anche se la sua sarà per sempre una vita diversa (e anche quella della proprietaria Lucia).

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