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| 14 mar 2024 | 18:21

Boom di furti nei negozi: c'è sempre più preoccupazione. Impennata di richieste di telecamere

Il presidente di Confesercenti del Trentino Mauro Paissan: "Abbassare l'attenzione, perchè ci sembra che la società debba andare in questa direzione, sarebbe il più grave errore"

Da sempre, nei negozi e nei supermercati, avvengono furti. La situazione però, negli ultimi tempi, sia a Bolzano che a Trento, si è fatta più pesante. Nel capoluogo altoatesino, oltre ai singoli taccheggi, ad aver fatto la loro comparsa sono anche alcune bande organizzate e gli episodi si sono moltiplicati.

 

Per rendere l'idea dell'impatto che questo fenomeno può avere, al di là della crescente percezione di sempre maggiore insicurezza, a fine gennaio l'Unione Commercio Turismo Servizi Alto-Adige aveva stimato che il danno per alcune aziende può arrivare fino al 3% del fatturato. E un segnale indicativo è l'impennata della richiesta di impianti di videosorveglianza.

 

"Ci troviamo di fronte ad un aumento dei furti soprattutto nelle città – spiega a il Dolomiti il Presidente Philipp Moser – ma il problema non è solo questo bensì quello della sicurezza, dal momento che i nostri operatori, uscendo dai vari esercizi alla sera, rischiano di trovarsi nella condizione di avere paura. Attualmente abbiamo aperto un dialogo con la Provincia per arrivare ad un contributo al fine di agevolare gli investimenti in dispositivi e servizi di sicurezza".

 

In generale, in provincia di Bolzano – stando ai dati comunicati recentemente dall'Istituto provinciale di statistica in relazione all'anno 2022 –, i furti rappresentano il tipo di reato più frequente con 7.558 singole denunce, pari quasi alla metà del totale dei reati commessi: l'aumento registrato in percentuale, in tutte le categorie di furto, è del 32,7% rispetto all’anno precedente. A aumentare, di circa il 21% , anche le rapine.

 

Per quanto riguarda il Trentino, sul territorio provinciale, lo scorso anno, si sono registrate 4.895 denunce per furto in generale - con un calo percentuale del 3,5%. Queste però aumentano - seppur di un solo punto percentuale - nel capoluogo che ne conta 1766.

 

A fare il punto della situazione in relazione alle attività commerciali, intervistato da il Dolomiti, è il presidente di Confesercenti del Trentino Mauro Paissan che spiega come, nell'ultimo anno "sono stati raccolti segnali sempre più frequenti di preoccupazione da parte degli esercenti e degli operatori, in modo particolare a Trento dove la percezione di insicurezza è cresciuta".

 

"Sicuramente il problema non è solo la percezione – precisa Paissan – ma la realtà dei fatti. Molte imprese, nel corso del tempo, si sono affidate sempre più al servizio della vigilanza privata".

 

Il tema della sicurezza, conferma il presidente di Confesercenti, è stato centrale anche durante un incontro avvenuto in settimana tra l'Associazione Trentina e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, durante il quale si è affrontato anche il tema della videosorveglianza.

 

"Noi stessi abbiamo incentivato l'utilizzo di questi dispositivi e lo stesso Commissario del Governo ha posto l'attenzione su questo aspetto, cercando di trovare un accordo quadro per creare una rete sempre più fitta tra gli operatori e le forze dell'ordine – spiega Paissan –. Quello che è però evidente, e la cosa è confermata da tutti i soggetti interessati, è che si tratta di strumenti utili in linea di principio, ma che richiedono investimenti da parte di chi magari è già in difficoltà economica e un notevole impegno burocratico per la loro gestione".

 

Un altro tema che emerge in relazione alla microcriminalità, a detta di Confesercenti del Trentino, è la richiesta generale, da parte degli esercenti, di una maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine in ottica deterrente.

 

"Il Trentino vive sempre peggio questa situazione perchè siamo stati abituati ad una situazione di tranquillità in relazione a questi episodi, con il cambiamento che è avvenuto negli ultimi anni – conclude, allargando la riflessione, Mauro Paissan - e quello che a noi preoccupa di più è il fatto che ci si rassegni a parlare di questi fatti relegandoli alla normalità: abbassare l'attenzione, perchè ci sembra che la società debba andare in questa direzione, sarebbe il più grave errore".

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