Caro carburanti: “Da Gaza alla domanda Usa e Cina, ecco perché i prezzi salgono. Possibili difficoltà in vista dell'estate”. Benzina (self) a 1.92 euro al litro in Trentino
L'analisi di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia: “Si intravede qualche difficoltà in vista dell'estate, con il consueto picco della domanda di carburanti nel nostro Paese”

TRENTO. Dalle tensioni regionali determinate dalla guerra a Gaza alla ripresa, a livello globale, della domanda (accompagnata però da un rallentamento sul lato dell'offerta in particolare da parte degli Stati Uniti): dietro il caro carburanti che da giorni si sta osservando anche in Italia (Qui Articolo), c'è (come sempre) una complessa rete di cause ed effetti sul piano internazionale, con prospettive che attualmente, guardando in particolare al periodo primaverile-estivo, non sono certo rosee.
Ad approfondire la questione con il Dolomiti è Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, mentre in Trentino secondo i dati ministeriali oggi (10 aprile) il prezzo medio per la benzina al self sfiora gli 1,92 euro al litro (1,919), mentre quello per il diesel è pari a 1,835 euro al litro. Non si è quindi certo ai livelli raggiunti subito dopo l'attacco russo in Ucraina, nel febbraio del 2022 (allora i prezzi anche in Italia arrivarono addirittura a 2,2 euro al litro) ma in A22, stando ai dati di Prezzi Benzina, la soglia psicologica dei 2 euro al litro al self è vicinissima (senza guardare, ovviamente, al mondo del servito).
“Siamo ai massimi da ottobre scorso – dice Tabarelli –. Negli ultimi sei mesi circa i prezzi si sono mantenuti su livelli più bassi: ora stiamo tornando alla situazione alla quale ci siamo abituati negli ultimi anni. Dobbiamo considerare che sul settore pesano grandemente tre situazioni di alta tensione e conflitti: l'invasione russa dell'Ucraina, la guerra a Gaza e gli attacchi nel Mar Rosso. Il conflitto a Gaza sta avendo attualmente il peso maggiore sui rialzi, avendo portato a un nuovo picco di tensione nel rapporto Iran-Israele”.
Diversi però, come anticipato, i fattori da tenere in considerazione anche dal punto di vista economico: “Da una parte – spiega il presidente di Nomisma – stiamo assistendo ad un miglioramento sul fronte della domanda in particolare di Cina e Usa, un trend che diversi elementi ci spingono a ritenere probabile anche nel prosieguo dell'anno. Dall'altra invece stiamo osservando un rallentamento per quanto riguarda l'offerta da parte degli Stati Uniti, la cui produzione aveva contribuito grandemente a mantenere più bassi i prezzi”.
A livello numerico, attualmente il greggio è in risalita a 90 dollari al barile e il rischio di ulteriori rincari, precisa Tabarelli, è concreto: “Si intravede qualche difficoltà in vista dell'estate, con il consueto picco della domanda di carburanti nel nostro Paese. Il tutto sullo sfondo di un contesto industriale europeo che vede la progressiva chiusura delle raffinerie, nella speranza che arrivino sostituti agli idrocarburi”. Nel contesto dell'invasione russa dell'Ucraina poi, gli attacchi contro le raffinerie russe sono un altro elemento da tenere in considerazione nell'osservare il trend di rialzo dei prezzi (anche se il petrolio russo non arriva in Europa, gli effetti globali si fanno ovviamente sentire anche nel Vecchio continente), tanto da aver spinto le autorità Usa a chiedere a Kyiv di interrompere le operazioni.
Un potenziale fattore positivo per il contesto europeo, continua l'esperto, è rappresentato invece dalle elezioni statunitensi, in occasione delle quali Biden non può permettersi aumenti dei prezzi del carburante alla pompa (con effetti, di riflesso, anche per l'Ue). Ma a livello generale, come detto, le prospettive attualmente non sono positive, mentre con la bella stagione si avvicina il periodo nel quale, storicamente, i prezzi della benzina galoppano verso l'alto: “Vista la pressione sul debito – conclude Tabarelli – non mi aspetterei poi un intervento da parte del governo, considerato che le accise sui carburanti sono una delle voci d'entrata più importanti nel nostre Paese”.














