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| 31 ott 2024 | 13:39

Cucina un risotto con l'Amanita Phalloides scambiandola per un chiodino: l'83enne Ermelinda Aiello è morta in ospedale dopo una lunga agonia

Assieme al figlio Roy si era recata a raccogliere funghi chiodini nei pressi della propria abitazione: nel risotto cucinato successivamente era finita inavvertitamente anche un'Amanita Phalloides. Anche l'uomo è dovuto ricorrere alle cure dell'ospedale ma - fortunatamente - la sua condizione è migliorata

Cucina un risotto con l'Amanita Phalloides scambiandola per un chiodino

TREVISO. E' Ermelinda Aiello, 83 anni, la donna deceduta martedì 29 ottobre all'ospedale di Treviso aver ingerito l'Amanita Phalloides, uno dei funghi più letale che esistano.

 

L'83enne era stata ricoverata lo scorso 19 ottobre con una gravissima insufficienza epatica e le sue condizioni erano peggiorata rapidamente. A complicare il quadro clinico anche un'infezione da Covid e un batterio.

 

Assieme al figlio Roy si era recata a raccogliere funghi chiodini nei pressi della propria abitazione: nel risotto cucinato successivamente era finita inavvertitamente anche un'Amanita Phalloides. Anche l'uomo è dovuto ricorrere alle cure dell'ospedale ma - fortunatamente - la sua condizione è migliorata.

 

Ermelinda Aiello era originaria della zona di Vittorio Veneto e, dopo essere rientrata con la famiglia dall'Australia, dove avevano vissuto, aveva costruito la propria casa in una zona di campagna. Il marito della donna, scomparso alcuni anni or sono, faceva il contadino.

 

L'Amanita Phalloides è uno dei funghi più pericolosi e letali al mondo: “In questo periodo autunnale – aveva scritto nei giorni scorsi sui social l'Ulss 2 Marca Trevigiana – l'Amanita Phalloides, un fungo velenoso-mortale, sta crescendo abbondantemente anche in pianura. Per questo motivo è fondamentale essere estremamente cauti durante la raccolta e il consumo di funghi selvatici. Per la vostra sicurezza, vi ricordiamo l'importanza di far controllare tutti i funghi raccolti prima del consumo, anche se vi considerate esperti raccoglitori. La prevenzione è la chiave per evitare spiacevoli potenzialmente gravi intossicazioni”.

 

La famiglia non ha chiesto ulteriori accertamenti, ma l'Ulss 2 ha rinnovato l'invito ai raccoglitori di funghi di consultare gli esperti del servizio di micologia prima di consumare i prodotti raccolti.

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