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| 18 lug 2024 | 10:33

Dal 2020 faceva l'estetista nel suo appartamento, senza abilitazioni e completamente in nero: evasi oltre 110.000 euro di ricavi, nei guai una donna

Aveva trasformato una stanza della sua abitazione a Rovereto in un vero e proprio studio estetico, con tanto di strumenti e attrezzature: il tutto senza alcuna autorizzazione e rimanendo completamente sconosciuta al fisco. E per due anni ha pure percepito l'indennità di disoccupazione 

Dal 2020 faceva l'estetista nel suo appartamento, senza abilitazioni e completamente in nero
di Redazione

ROVERETO. I finanzieri della compagnia di Rovereto hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di un’estetista che a partire dal 2020 ha esercitato la propria attività completamente “in nero” e senza le necessarie autorizzazioni.

 

Nel corso dell’attività di controllo economico del territorio, le Fiamme Gialle avevano notato un continuo e anomalo afflusso di persone, principalmente di sesso femminile, in un’abitazione privata.

 

Ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare che, all’interno dell’appartamento, venivano effettuati trattamenti di bellezza da parte di una donna sprovvista dei necessari titoli abilitativi e completamente sconosciuta al fisco.

 

I Finanzieri a quel punto hanno effettuato un accesso domiciliare, scoprendo una stanza dell’appartamento adibita a studio estetico e dotata degli strumenti e delle attrezzature necessari per lo svolgimento dell’attività.

 

L’analisi della documentazione e dei dati informatici acquisiti ha consentito di constatare che la donna ha operato in totale violazione della normativa tributaria e di quantificare in oltre 110.000 euro i ricavi sottratti a tassazione, a partire dal 2020.

 

Al termine dell’attività, la donna è stata segnalata alla locale autorità competente per l’esercizio abusivo dell’attività di estetista senza i requisiti professionali richiesti, al fine dell’irrogazione delle relative sanzioni amministrative.

 

La donna, inoltre, è stata deferita all’autorità giudiziaria per aver percepito indebitamente, per gli anni 2020 e 2021, un’indennità mensile di disoccupazione (Naspi) per un importo complessivo di circa 6.200 euro.

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