Ddl ammazza - orsi, dopo l'ok in commissione interviene la Lav: "Un atto che trasuda crudeltà, senza prevenzione non c'è sicurezza"
“Se questa assurda legge dovesse essere approvata, i cittadini trentini dovranno continuare a preoccuparsi per la loro incolumità" spiega la Lav

TRENTO. “Uccidere otto orsi l’anno sarà solo un atto di pura e gratuita crudeltà perché la sicurezza dei cittadini può essere garantita solo attraverso la loro formazione e la puntuale attuazione di tutte le misure di prevenzione”. Usa queste parole Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici per commentare il via libera della terza commissione del Consiglio Provinciale di Trento al cosiddetto Ddl ammazza-orsi voluto dalla giunta Fugatti. Un successo “solo parziale” dice la Lav visto che “alla conta dei voti è mancata l’unanimità su un argomento sbandierato come la panacea a ogni problema di convivenza con gli orsi in Trentino”.
Tra le misure si che potrebbero attuare c'è ad esempio l’installazione dei cassonetti anti-orso e proprio la frequentazione di cassonetti ha condizionato il comportamento dell’orso M90, “al punto da essere definito 'confidente' – continua la Lav - e per questo ucciso da un colpo di carabina, messo a segno dai forestali trentini. Tuttavia, è dal 2004, da quando cioè la Provincia ha preso in gestione gli orsi dal progetto Life Ursus, che il problema dei cassonetti non protetti è ben noto agli amministratori provinciali. Nonostante ciò, lo scorso anno l’assessora Zanotelli ha affermato che l’installazione di cassonetti anti-orso terminerà solo nel 2028”.
La domanda, che si pone la Lav è: in questi ventiquattro lunghi anni, quanti orsi confidenti avrà nel frattempo 'creato' la provincia di Trento mettendo colpevolmente a rischio la sicurezza dei cittadini?
“Ma d’altro canto non ci si può aspettare nulla di buono da un Fugatti che ha da tempo dato sfoggio di tutta la sua incompetenza in materia. Fin dal lontano 2011 quando, con atteggiamento borioso, in piena campagna elettorale – spiega l'associazione animalista - aveva organizzato una grigliata a base di carne d’orso affermando che quello era il sistema “per difendere e tutelare le popolazioni nelle zone di montagna del Trentino dalle continue visite degli orsi”.
Una strategia, quella messa in campo da Fugatti, giudicata "fallimentare" ma il dito viene puntato contro tutta la politica trentina che “per garantire la sicurezza dei cittadini, uccide gli orsi dopo che questi hanno assunto comportamenti definiti 'pericolosi' proprio a causa della mancata prevenzione”.
“Se questa assurda legge dovesse essere approvata, i cittadini trentini dovranno continuare a preoccuparsi per la loro incolumità, messa ancora una volta a rischio da una giunta provinciale allergica a tutte le attività di prevenzione che rappresentano da sempre la normalità in ogni area del mondo dove vivono gli orsi”, conclude la Lav.


















