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Trento
06 febbraio | 18:36

Abbattimento M90: “Animalisti italiani in rivolta, Meloni e Fratin intervengano per salvare la vita degli orsi”. La Lav: “Siamo al lavoro per ottenere giustizia”

Dopo la conferma dell'abbattimento dell'orso da parte delle autorità provinciali, diverse associazioni animaliste sono intervenute per condannare l'accaduto: “Nulla si è fatto – dice il presidente dell'Associazione animalisti italiani Walter Caporale – per vietare agli abitanti l'accesso ad alcune aree a rischio, si ricorre esclusivamente all'estrema ratio dell'abbattimento”

Abbattimento M90: “Animalisti italiani in rivolta, Meloni e Fratin intervengano per salvare la vita degli orsi”
di Redazione

TRENTO. Dure le reazioni delle associazioni animaliste all'abbattimento dell'orso M90, confermata nel pomeriggio di oggi (6 febbraio) dalle autorità provinciali a poche ore dalla firma del decreto con il quale il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, aveva disposto il prelievo dell'esemplare tramite uccisione (Qui e Qui Articolo).

 

“Nulla si è fatto per vietare agli abitanti l'accesso ad alcune aree a rischio – è il commento di Walter Caporale, presidente dell'Associazione animalisti italiani – si ricorre esclusivamente all'estrema ratio dell'abbattimento, a discapito della tutela della specie. Tale provvedimento è parte del piano presentato dalla Provincia di Trento per abbattere fino a 8 orsi all'anno. L'Ispra ha espresso parere favorevole, definendo M90 confidente e problematico, ma aveva anche suggerito la cattura e l'allontanamento come possibile alternativa. Fugatti ha optato per l'uccisione. E noi Animalisti saremo in rivolta”.

 

La "condanna a morte di M90", continua l'associazione: “E' il risultato dell'episodio del 28 gennaio, quando il plantigrado ha inseguito una coppia di fidanzati lungo una strada forestale, senza però causare alcun danno. Ci rivolgiamo alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al ministro dell'Ambiente Fratin perché intervengano per salvare la vita degli orsi, in serio pericolo a Trento a causa di una cattiva gestione della fauna selvatica: esistono metodi non cruenti e di certo l'esilio dal territorio trentino sarebbe la soluzione più corretta e in linea con la tutela della specie”.

“Visto che la Provincia ha approvato una nuova condanna a morte – conclude l'avvocato Pantanella, legale dell'associazione Animalisti italiani – ci rivolgeremo alla giustizia amministrativa, che ha finora sospeso tutti i provvedimenti analoghi emanati da Fugatti per evitare che ciò si ripeta”.

 

Netto anche il commento della Lega anti-vivisezione: “E' iniziata ufficialmente la strage degli orsi trentini a firma del presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti. A due ore dalla pubblicazione del decreto di uccisione, è arrivata la notizia che la condanna a morte di M90 era già stata eseguita. Si tratta – ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile area selvatici della Lav – di una vera e propria esecuzione, e i tempi ristretti tra pubblicazione del decreto e notizia di esecuzione della condanna ci fanno pensare che mentre Fugatti firmava l'uccisione, le carabine erano già fumanti".

 

“Ci è stato impedito di difendere M90 ricorrendo al Tar – continua Vitturi – contro la sua condanna a morte, ma non ci fermeremo: oggi è il giorno del dolore, ma siamo già al lavoro per ottenere giustizia per M90”. Per il responsabile area selvatici dell'associazione inoltre: “Questa uccisione non aumenta in alcun modo il livello di sicurezza dei cittadini trentini, questo sia chiaro. M90 è stato ucciso perché considerato confidente, e lo era diventato perché aveva a disposizione cassonetti aperti ovunque”.

 

"Lo stesso ISPRA infatti - conclude la Lav - sollecitava da tempo la Provincia di Trento ad installare i cassonetti anti-orso, quando è già noto che la loro messa in opera terminerà solo nel 2028 per ammissione della ex assessora Zanotelli, ovvero con ben 24 anni di ritardo da quando la Provincia ha preso in mano la gestione degli orsi sul suo territorio. Quanti orsi saranno nel frattempo stati resi colpevolmente confidenti dalla mancata gestione delle fonti alimentari da parte dell’amministrazione provinciale?  La LAV sarà presente in piazza Dante a Trento, sabato 10 febbraio dalle ore 14:00 alla manifestazione organizzata da Stop Casteller in difesa degli orsi". 

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