Abbattimento M90, la Lndc: "Giustiziato a tempo di record. E' ora di dire basta: denunciamo Fugatti per uccisione di animali"
La Lndc: "Siamo pronti a sporgere denuncia penale contro il presidente Fugatti per uccisione di animali”. L’associazione parteciperà alla manifestazione organizzata dal collettivo Stop Casteller di sabato 10 febbraio

TRENTO. "L'orso M90 è stato giustiziato a tempo di record". La Lndc Animal Protection comunica di aver denunciato il presidente della Provincia di Trento per uccisione di animali. "Quello che sta avvenendo in Trentino ormai da troppo tempo è davvero vergognoso e inaccettabile".
Le associazioni animaliste si preparano a raggiungere Trento (sabato 10 febbraio) per una manifestazione nazionale contro quella che definiscono una "gestione sanguinosa" dei grandi carnivori in Trentino. L'abbattimento di M90 ha alzato ulteriormente la tensione. E nel mirino viene messa la modalità con cui la Provincia portato a termine l'operazione (Qui articolo).
Poche ore tra il decreto di uccisione firmato da Fugatti e la conferma che il corpo forestale aveva dato seguito al provvedimento. "E' evidente che era già tutto pronto per l’esecuzione", dice la Lndc. "Il presidente ha emesso alle 10 di mattina il decreto con cui ordinava il 'prelievo tramite uccisione' del plantigrado e solo poche ore dopo M90 è stato freddato. Eravamo pronti a depositare il ricorso al Tar contro questo ennesimo decreto, come aveva fatto in precedenza per tutte le altre misure di questo tipo ottenendo sempre risultati positivi. Ma in questo caso non c’è stato il tempo materiale, perché chiaramente era già tutto organizzato per uccidere l’orso in tempi record grazie anche al fatto che potevano rintracciarlo rapidamente essendo radiocollarato".
Se il territorio si sente rassicurato, i sindaci dei 13 Comuni della val di Sole e la Comunità di valle avevano chiesto azioni tempestive, non sono mancate le critiche, tra gli altri anche dagli ex ministri Costa e Brambilla. "La soppressione non può essere l'unica alternativa”, i dubbi invece del ministro in carica Pichetto Fratin.
"La cosa grave è che lo sceriffo Fugatti si sente legittimato e può continuare a uccidere indisturbato perché dalla sua parte ha l’appoggio, più o meno esplicito, di un Governo nazionale compiacente e nemico degli animali", aggiunge Piera Rosati, presidente della Lndc Animal Protection. "Da anni ormai combattiamo contro queste ordinanze e decreti della Pat e nella maggior parte dei casi Tar e Consiglio di Stato ci danno ragione, eppure non c’è nessun segnale di cambiamento nella politica di questa amministrazione e di questo Governo. Anzi, dal Governo nazionale arrivano continuamente bordate contro la fauna selvatica da più parti, con tentativi di modificare la legge sulla caccia dando ancora più libertà e potere ai cacciatori".
La decisione di abbattere M90 è arrivata dopo l'ultimo episodio del 28 gennaio nella zona di Ortisè (Mezzana) quando l'esemplare ha seguito una coppia di escursionisti per svariati metri. Nei mesi scorsi invece era stato avvistato e segnalato nei centri abitati.
"E' stato ucciso perché è entrato alcune volte nei centri abitati, cosa che per esempio in Abruzzo succede continuamente e un paio di volte avrebbe seguito delle persone senza però mettere in atto alcun tipo di attacco. Per questo è stato giudicato 'problematico' e per questo è stato ucciso a tempo record. Il paradosso è che, nel decreto, viene sostenuto che la telenarcosi non è una soluzione praticabile perché bisognerebbe stare a una distanza di massimo 15 metri dall’animale, mentre i racconti degli 'inseguimenti' dicono che Sonny si sarebbe mantenuto a una distanza di circa 10 metri dalle persone senza attaccare".
La Lndc intende avviare una battaglia legale. “Se M90 è rimasto a una distanza di 10 metri dalle persone senza mostrarsi realmente pericoloso, la logica farebbe pensare che sparargli un narcotico da 15 metri non avrebbe costituito un pericolo per gli operatori. Ma è chiaro che la logica non è ciò che muove la politica di Fugatti, ma solo la sete di sangue. I ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato non bastano più. E' arrivato il momento di denunciare Maurizio Fugatti per uccisione di animali. E' esattamente quello che abbiamo intenzione di fare. E' ora di dire basta”, conclude Rosati.












