Dengue, in Brasile è allarme: in meno di 3 mesi 2milioni di casi. In Italia, circolare del ministro: ''Dobbiamo evitare che l’Aedes aegypti attecchisca''
Finora, il gigante sudamericano ha registrato 1.889.206 casi probabili, ha riferito il ministero della Salute, il numero più alto dal 2000. Dati che spaventano e preoccupano il Brasile ma che in Italia al momento non devono allarmare. Il presidente degli infettivologi Simit: ''Tutte le attenzioni vanno ai medici sul territorio che sono in prima linea e che devono essere in grado di riconoscere i sintomi collegati alla Dengue''

ROMA. Mai così tanti casi di Dengue in Brasile da oltre 20 anni. In meno di tre mesi, è già stato battuto il record di casi di Dengue in un anno che si registrò nel 2015 con 1,6 milioni di casi. Oggi si va verso i 2 milioni solo nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. Quanto ai decessi, sono 561 quelli confermati (erano stati 1.094 in tutto il 2023). Dieci Stati brasiliani hanno già dichiarato lo stato di emergenza, tra le tante città San Paolo.
Finora, il gigante sudamericano ha registrato 1.889.206 casi probabili, ha riferito il ministero della Salute, il numero più alto dal 2000. Dati che spaventano e preoccupano il Brasile ma che in Italia al momento non devono allarmare. La progressione dei casi a livello internazionale, si legge sulla rivista della Fnopi degli infermieri italiani, soprattutto in Brasile, ha spinto il ministro alla salute ad emanare una circolare per impedire che il vettore della malattia infettiva tropicale Dengue, la zanzara Aedes aegypti, “venga introdotto in Italia”.
"Verso la Dengue serve attenzione senza creare allarmismo - spiega all'Adnkronos Salute il presidente degli infettivologi Simit, la Società italiana di malattie infettive e tropicali, Roberto Parrella -. Bisogna dire che la maggior parte dei casi si autorisolvono e abbiamo anche un vaccino a disposizione che va usato nelle situazioni che ci possono esporre al rischio della Dengue e per chi ha già fatto la malattia. Tutte le attenzioni vanno ai medici sul territorio che sono in prima linea e che devono essere in grado di riconoscere i sintomi collegati alla Dengue. Il medico di famiglia deve rivolgere la sua attenzione verso patologie un tempo rare in Italia ma che diventano oggi più presenti alle nostre latitudini. In alcune zone dove la frequenza delle zanzare è più alta serve mettere in campo tutte le azioni di prevenzione, dalle disinfestazioni ai larvicidi e ai repellenti. Ma serve anche l'anamnesi accurata rispetto a punture o alla comparsa dei sintomi, perché questo passo è discriminante".
Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero Salute, assicura che “in Italia non c’è alcun allarme Dengue, come ha già ribadito il ministro Orazio Schillaci. Abbiamo il dovere di prevenire ed evitare quindi che l’Aedes aegypti, maggiore responsabile della trasmissione della malattia Dengue, possa attecchire in Italia e per questo con la circolare attiviamo ulteriori azioni di controllo nei punti di ingresso del Paese, in particolare sugli aeromobili e sulle navi che arrivano dalle aree ad alta incidenza o a rischio, secondo l’elenco delle agenzie sanitarie internazionali”.
"Dobbiamo far sì che la prevenzione, il buon senso, la precauzione siano messe al primo posto rispetto alla Dengue - ha aggiunto Vaia -. Noi dobbiamo fare in modo che il virus responsabile della malattia, trasmesso attraverso la zanzara Aedes aegypti - che non c'è in Italia - non attecchisca nel nostro Paese. Quindi, dopo la prima circolare che alzava l'allerta, abbiamo fatto una seconda circolare che è dispositiva. Ovvero i nostri operatori degli Usmaf-Sans - che sono i nostri terminali in porti e aeroporti - verifichino all'interno delle navi e degli aerei che provengono dai Paesi dove la Dengue è presente che sia stata fatta la profilassi necessaria, e se non fossero state predisposte tutte le misure le disporranno i nostri operatori delle Usmaf-Sans".
La sintomatologia comprende febbre nell'arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall'insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini.
La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue. La dengue ha un tasso di mortalità molto basso, circal'1% dei casi che però sale al 40% quando la malattia si complica nella forma emorragica. In circa il 75% dei casi la malattia è asintomatica e passa inosservata.














