E' mancato don Lorenzo Dell'Andrea, “sacerdote condottiero”, pioniere dell'informazione nel Bellunese
Il sacerdote aveva 93 anni e martedì era stato vittima di una caduta in casa. Il presidente della Provincia, Roberto Padrin: "un pastore attento al territorio, giornalista e informatore equilibrato, grande appassionato delle tradizioni locali”.

BELLUNO. E' mancato ieri sera (mercoledì 6 marzo) don Lorenzo Dell'Andrea, 93 anni, figura stimata e rispettata da tutta la comunità bellunese. Un sacerdote condottiero, intraprendente e al passo coi tempi, “pienamente inserito nel mondo delle comunicazioni, per le quali seppe intuire e anticipare le novità emergenti”, ricorda la Diocesi di Belluno-Feltre.
Don Lorenzo era stato ricoverato martedì sera a seguito di una caduta in casa ed era stato poi dimesso e portato alla Casa Padre Kolbe di Pedavena, nella speranza che potesse rimettersi.
Nato a Selva di Cadore il 15 dicembre 1930, dopo gli studi classici e il percorso seminaristico, fu ordinato presbitero a Santa Giustina il 2 luglio 1954 (quest'anno, avrebbe festeggiato il 70esimo anniversario di sacerdozio).
Divenne poi amministratore del Seminario di Belluno, tra il 1959 e il 1962, mansionario della Cattedrale, tra il 1962 e il 1973, e poi canonico, tra il 1973 e il 1985.
Nel contempo, don Lorenzo è stato per oltre trent'anni un “apprezzato ed esigente insegnante di latino” al Liceo Lollino e “dal 1954 fin quasi alla fine del secolo scorso, iniziatore degli studenti di teologia alle tecniche della comunicazione sociale”.
Per trent'anni direttore de L'Amico del Popolo (dal 1962 al 1992), fu anche responsabile delegato della Tipografia Piave (dal 1962 al 2013) ma soprattutto storico direttore dell'emittente televisiva locale Telebelluno Dolomiti (di cui nel 1995 ne rilevò le quote), fondamentale nel garantire un'informazione nel territorio.
La Diocesi, tra i vari incarichi, ricorda l'impegno mostrato a favore dell'Unitalsi e dell'Opera diocesana Pellegrinaggi (delle quali tra il 1962 e il 1986 era stato presidente) per le quali organizzò numerosi pellegrinaggi in Terra Santa e a Lourdes. Fu inoltre artefice della ristrutturazione del Centro Giovanni XXIII e guida dell'Opera diocesana San Martino Vescovo, fino al 2014.
“Era un prete che amava indossare la cravatta, perché voleva portare la sua convinzione di fede in ogni ambiente, anche laddove l'abito clericale poteva erigere un muro di diffidenza – si legge ancora nella nota di lutto della Diocesi – Seppe tenersi aggiornato, intuendo le novità che portavano i media dai caratteri mobili alle possibilità del web”.
Grande cordoglio anche da parte del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, che lo ricorda come un “pastore attento al territorio, giornalista e informatore equilibrato, grande appassionato delle tradizioni locali”.
“Il Bellunese perde una figura importante che ha dato tanto alle nostre comunità – aggiunge – segnando profondamente il mondo dell'informazione locale e impegnandosi a lungo nella tutela e nella trasmissione delle tradizioni ladine”.














