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| 23 set 2024 | 19:49

E' morto Andrea Feltre, il 15enne cui la madre ha sparato alla nuca prima di uccidersi. Il padre ha disposto la donazione degli organi

Al giovane era stato diagnosticato il danno cerebrale irreversibile. Passate le sei ore canoniche ora sono state sospese tutte le terapie

di Redazione

VERONA. Il padre ha disposto la donazione degli organi del figlio 15enne ucciso con un colpo di pistola esploso dalla mamma che poi si è uccisa. E' ora ufficiale la morte di Andrea Feltre, giovane figlio di Alessandra Spiazzi che lo ha barbaramente ucciso il 21 settembre nella loro abitazione di Vago, nel Veronese. Una vicenda terribile che si conclude nel peggiore dei modi. Già oggi l'azienda sanitaria aveva diffuso una nota dove spiegava che ''è stato diagnosticato il danno cerebrale irreversibile dopo due giorni in terapia di supporto massimale. Stamattina è partita la procedura, prevista per legge, con la prima riunione della Commissione per stabilire la morte cerebrale, che deve essere confermata al termine delle sei ore previste di osservazione e con una seconda riunione della Commissione. Tutta la procedura è eseguita in stretto contatto con l’Autorità giudiziaria che sta conducendo le indagini''.

 

Ed ora ecco la comunicazione ufficiale: ''Concluse le sei ore di osservazione previste dalla norma, la seconda riunione della specifica Commissione ospedaliera ha confermato la morte cerebrale del quindicenne di Vago di Lavagno, a cui segue la sospensione di tutte le terapie e dei supporti per le funzioni vitali''. Il colpo non ha lasciato scampo al ragazzo che pure è stato elitrasferito in emergenza al Borgo Trento di Verona per tutte le cure del caso subito dopo il rinvenimento. E da subito la situazione appariva disperata: ''Le condizioni del paziente - comunicavano dall'ospedale - permangono gravissime ed è sostenuto farmacologicamente e meccanicamente in tutte le funzioni vitali. Arrivato all’ospedale di Borgo Trento in condizioni cliniche già gravissime, è stato immediatamente sottoposto a una terapia di supporto massimale''. 

 

La vicenda è ormai nota. Questa era stata la ricostruzione della procura con il procuratore Raffaele Tito: ''Nel primo pomeriggio di ieri, in Lavagno, i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Verona, unitamente a quelli della locale Compagnia, sono intervenuti presso una villetta sita in quella via Galileo Galilei dove tramite il 112 era stato richiesto l’intervento a seguito del rinvenimento del cadavere di una donna e di un ragazzo ferito gravemente, da parte del marito/padre dei predetti. Giunti sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo-Sezione Investigazioni Scientifiche, sotto le direttive di questo Ufficio , presente personalmente sul posto con il sostituto procuratore di turno, hanno proceduto ai rilievi acclarando che la donna, una 58enne del luogo era deceduta a seguito di colpo d’arma da fuoco al capo, mentre il figlio quindicenne era stato soccorso dal 118 e trasportato al nosocomio di Verona Borgo Trento in gravissime condizioni e in pericolo di vita, anch’egli ferito gravemente da colpo d’arma da fuoco al capo''.

 

''Sul posto - prosegue Tito - è stata rinvenuta e sequestrata una pistola, già detenuta dal padre ( deceduto ) della donna, sulla quale sono in corso gli accertamenti del caso. Nel contesto delle investigazioni sono state compiute svariate attività d’indagine , quali acquisizioni di informazioni da congiunti e persone informate sui fatti e acquisizioni di videoregistrazioni al fine di ricostruire nel dettaglio gli eventi. Il marito e padre è stato sentito come persona informata sui fatti. Al momento l’ipotesi indiziaria più accreditata è quella del tentato omicidio del ragazzo compiuto dalla madre che poi si è suicidata, la donna da tempo aveva problemi sanitari. Nessuno allo stato è stato iscritto sul registro indagati''.

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