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Trento
29 luglio | 13:28

"E' un disastro", il grido d'allarme dopo che sassi e fango hanno invaso le aziende (FOTO): "Le opere non hanno funzionato e c'è un rimpallo di responsabilità"

Nelle scorse ore a causa del maltempo sassi, acqua e fango hanno invaso le aziende nella zona di Mattarello, gli imprenditori: "Decine e decine di migliaia di euro di danni. Siamo lasciati soli a pulire tutto. Nel 2018 durante Vaia nessuno ci ha aiutato, speriamo che questa volta ci sia un sostegno"

TRENTO. "E' un disastro e, purtroppo non è la prima volta che ci ritroviamo in questa situazione". Queste le parole di David Cerdà, titolare dell'omonima azienda di arredamenti. Capannoni allagati, furgoni schiacciati dai massi, roccia e fango ovunque con l'acqua che continua a defluire dal versante della montagna. Sono ingenti i danni per le imprese che sorgono in località i Grezzi (Qui articolo). "Nel 2018 con la tempesta Vaia ci sono stati gli stessi problemi, allora nessuno ci ha aiutato e speriamo che in questo caso invece qualcuno intervenga".

Nelle scorse ore il maltempo è tornato a interessare ampie porzioni del Trentino con una perturbazione molto intensa e forti raffiche di vento. Tra le situazioni più complesse c'è quella a Mattarello: nonostante i recenti lavori di messa in sicurezza del versante della montagna, fango, acqua e massi hanno invaso piazzali e strutture di diverse aziende.

La ex strada statale 12 è stata chiusa al traffico per consentire gli interventi dei vigili del fuoco, volontari e permanenti, delle forze dell'ordine e dei tecnici mentre nelle aziende si procede alla rimozione dei detriti e dei materiali ma anche alla conta dei danni. Già in passato, nel 2018, la zona era stato colpita da uno smottamento che aveva portato anche all'evacuazione di diverse famiglie (Qui articolo).

"Si parla di decine e decine di migliaia di euro. Siamo in fase di verifica: ci sono tanti danni la speranza è che i macchinari siano ancora funzionanti", aggiunge Cerdà. "Poi c'è il mancato lavoro perché la strada è chiusa. A questo si aggiunge che siamo lasciati soli a pulire e rimuovere tutti i detriti: ci siamo attivati con ruspe e attrezzature varie ma l'acqua continua a scorrere perché le opere di mitigazione non hanno contenuto il materiale: acqua, fango e sassi sono piombanti all'interno delle nostre aziende".

I tubi di scarico a valle si sono subito riempiti di materiale mentre un anno fa è stato terminato un bacino che avrebbe dovuto risolvere la situazione. "Alla prima pioggia intensa però le opere non hanno retto: qualcuno ha fatto le simulazioni sul progetto? Purtroppo ci sono alcune sistemazioni da completare su queste opere ma c'è un rimpallo di responsabilità tra Bacini Montani, Comune e Provincia. Intanto, però, siamo noi a dover pagare i danni".

Rispetto al passato gli imprenditori della zona sperano che ci sia un intervento delle autorità per aiutare le imprese, uscite fortemente danneggiate da questo evento.

"Nel 2018 abbiamo speso più di 3 mila euro solo per portare via il fango e non abbiamo avuto sostegni, non abbiamo visto un centesimo dall'ente pubblico. Auspichiamo che ci sia un intervento perché i danni sono veramente ingenti", conclude Cerdà.

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