Fulmine colpisce una chiesa sulle Dolomiti, principio d'incendio e sacristia danneggiata. Il parroco: "Struttura inagibile, c'è chi non ha trattenuto le lacrime"
Il fulmine ha provocato la fusione del quadro elettrico con il fumo che ha invaso la sacristia e il resto della chiesa

COMELICO SUPERIORE. Prima il lampo e poi lo scoppio, momenti di apprensione nei giorni scorsi a Padola, frazione di Comelico Superiore, dove un fulmine ha colpito la chiesa parrocchiale innescando un principio di incendio nella sacristia.
A causa dei danni provocati dal fulmine, che ha ha danneggiato il quadro elettrico, la struttura è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco, con il parroco don Luigi Del Favero che spiega come attualmente siano in corso gli interventi da parte di una ditta specializzata.
"Il fulmine, chiaramente avvertito dalla popolazione, ha provocato la fusione del quadro elettrico causando anche un principio di incendio che per fortuna si è spento, forse per mancanza di ossigeno, prima di propagarsi al resto della chiesa" racconta il parroco, che specifica come il denso fumo che si è sviluppato abbia lasciato una caligine untuosa, probabilmente costituita da sostanze tossiche, in sacrestia e nel resto della chiesa annerendo un po’ anche il soffitto.
"Ci sarà qualcosa da pulire e molto da buttare", spiega don Luigi Del Favero dopo un breve sopralluogo, con l’impressione che in sacrestia ben poco si sia salvato tra le tante cose che vi erano conservate: "Tra le persone che si sono affacciate all’ingresso della chiesa c’è anche chi non ha trattenuto le lacrime nel vedere quanto era capitato".
In attesa che la chiesa torni agibile, nei giorni feriali le celebrazioni verranno spostate nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie, mentre nei giorni festivi si ricorrerà al salone delle scuole e al suo cortile come è già stato fatto al tempo del Covid, grazie anche agli alpini che hanno già dato la disponibilità ad occuparsi di procurare panche, gazebo e quanto altro possa servire.
"Il temporale ha provocato anche l’allagamento della chiesa di Candide – racconta infine don Luigi – ma li è stato facile risolvere il problema grazie all’intervento di un certo numero di persone che hanno provveduto a togliere l’acqua: di tutt’altra natura invece quanto capitato a Padola, sia per le modalità con cui si deve intervenire, sia per i tempi che saranno necessari".














