Fungaiolo aggredito da un orso, Lav: "Abbiamo chiesto una perizia sulle ferite dell’uomo. Un gatto sarebbe in grado di procurare tagli molto più profondi"
Ai ministri dell'Ambiente e della Salute è stato chiesto di coinvolgere direttamente il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria del Ministero della Salute istituito presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, richiedendogli di fornire una perizia e un parere pro veritate circa la natura delle citate ferite e la loro effettiva riconducibilità ad un orso

TRENTO. “Abbiamo scritto ai ministri della Salute e dell’Ambiente perché si disponga con la massima urgenza una perizia sulle ferite riportate dall’uomo.” A dirlo attraverso una nota è la Lav con il responsabile animali selvatici Massimo Vitturi.
La vicenda a cui l'associazione fa riferimento è ovviamente quella che riguarda il 33enne, operaio comunale, che secondo quanto riportato dalla Provincia di Trento è stato aggredito da un orso in un bosco nella zona del Bleggio superiore.
La Provincia ha spiegato sabato sera che l'uomo, attorno alle 17, “da solo stava andando a funghi, ed improvvisamente si è sentito aggredire alle spalle. Caduto a terra, l'orso si è rivolto verso di lui colpendolo ripetutamente con le zampe e ferendolo alla schiena e alle braccia prima di allontanarsi. L’uomo è tornato a piedi fino al paese più vicino da dove è stato dato l’allarme”.
Dopo la diffusione delle immagini relative alle ferite alla schiena dell’uomo, sono però numerose le voci che esprimono scetticismo circa la reale causa di quelle escoriazioni.
“In effetti, a ben vedere – spiega la Lav - risulta difficile pensare che un orso, con la forza di cui è dotato, possa avere inferto quelle che appaiono come delle abrasioni dovute allo sfregamento contro un cespuglio di rovi, un gatto sarebbe in grado di procurare tagli molto più profondi. Inoltre, le unghie degli orsi sono molto più grosse e poco affilate, risulta quindi perlomeno curioso che i bordi delle ferite siano così netti”.
L'associazione spiega quindi essere “molto scettica” sulla ricostruzione fatta dalla Provincia. “In fretta e furia hanno dichiarato l’orso colpevole preannunciando la sua condanna a morte – afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici – ma noi esigiamo maggiore chiarezza e trasparenza, per questo motivo abbiamo scritto ai Ministri perché si disponga subito una perizia sulle ferite riportate dall’uomo.”
Ai due Ministri è stato chiesto di coinvolgere direttamente il Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria del Ministero della Salute istituito presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, richiedendogli di fornire una perizia e un parere pro veritate circa la natura delle citate ferite e la loro effettiva riconducibilità ad un orso.
“Cause e dinamica dell’incidente devono essere attentamente valutate per evitare che situazioni del genere si possano ripetere in futuro – conclude Vitturi – se veramente la Provincia di Trento vuole garantire la sicurezza dei cittadini, come continua ad affermare in ogni occasione, non potrà che attendere l’esito dell’analisi delle ferite, altrimenti dimostrerà ancora una volta la sua furia orsicida contro la quale ci opporremmo con ogni strumento legale.”













