"Ho sentito le zampe dell'orso sulla schiena. L'esemplare non va abbattuto", parla il fungaiolo di 33 anni: "Dispiace per le illazioni e per racconti non veritieri"
A qualche giorno dall'aggressione nel Bosco Imperiale, il 33enne interviene per fare chiarezza e per cercare di placare il clamore suscitato dalla vicenda

BLEGGIO SUPERIORE. "Ho sentito le zampe dell'orso sulla schiena per alcuni secondi". A parlare a il Dolomiti è il fungaiolo di 33 anni aggredito da un esemplare nel bosco Imperiale tra Cavaione e Rango. "Ma quello che mi dispiace di più è vedere che quanto avvenuto viene messo in dubbio e che ci siano ricostruzioni fantasiose e diffamatorie".
L'associazione Bearsandothers, in particolare, dubita fortemente della ricostruzione della Provincia, una versione dei fatti apparentemente incredibile. Nelle scorse ore l'assessore Roberto Failoni ha risposto in modo molto critico alla messa in discussione dei rilievi del corpo forestale.
E, trascorso qualche giorno dall'aggressione, il 33enne interviene per chiarire la vicenda e per cercare di placare il clamore suscitato. "Innanzitutto non abbiamo mai chiesto l'abbattimento di questo esemplare. Non siamo favorevoli o contrari ai grandi carnivori, semplicemente è successo ma non serve che venga toccato. Il plantigrado, probabilmente spaventato, mi ha sorpreso alle spalle, sono finito a terra e poi è scappato dopo qualche secondo".
L'operaio comunale invita a non seguire le facili conclusioni. "Ero a dieci minuti dal centro di Rango e nel territorio degli orsi. E' la prima volta che vedo un esemplare. E' successo ma non cambia il mio approccio alla montagna: ci ho sempre vissuto e continuerò a frequentare i boschi".
A infastidire, però, l'operaio comunale è soprattutto che l'incidente venga messo in dubbio, che il contatto ravvicinato non ci sia stato o che i graffi non sarebbero compatibili con quelli lasciati da un orso. In particolare c'è dispiacere per le ricostruzioni dell'associazione che smentirebbe la Provincia.
"Non ero nel bosco con le scarpe bianche, che non possiedo anche, oppure con un giubbotto di pelle. Non c'è stato nulla di quello che viene raccontato. Nessuna lite e non ero in stato di ebbrezza. Dispiace che abbiano parlato con tante persone, senza però cercare di contattarmi direttamente. Sono andato a cercare funghi nel pomeriggio: aveva smesso di piovere e c'era ancora luce. Mi sono addentrato nel bosco, circa una cinquantina di metri dalla strada. Improvvisamente sono stato spinto e non ho ben capito quanto successo. Sono finito a terra e ho intravisto la testa dell'animale. Ho sentito le zampe spingere per qualche secondo sulla schiena, sono stati momenti interminabili".
L'orso è quindi andato via. "Mi ha graffiato spingendomi a terra e tenendomi fermo: i vestiti sono tagliati. Ma per fortuna nessuna grave conseguenza". Superata la paura, il 33enne si è avviato verso il paese. "Sono andato dal guardia caccia del posto, che abita poco lontano dal bar, per raccontare tutto. Sono ripassato davanti al locale per andare verso la piazza di Cavrasto con il guardia caccia e lì sono stato fermato dalle persone, incuriosite da quanto avvenuto nel bosco. La mattina dopo sono arrivati i forestali con le unità cinofile per raccogliere i reperti: li ho accompagnati nella zona dove c'è stato l'incontro-scontro e sono stati trovati dei peli. A loro ho consegnato anche gli indumenti".
Molti sono rimasti perplessi dal fatto che non si sia recato in ospedale. "Al Residence Imperial era presente un'infermiera che mi ha disinfettato e controllato i graffi. Le ferite non sono fortunatamente gravi e ho preferito non andare al pronto soccorso. Anche perché ci siamo trasferiti dal Piemonte e non abbiamo una rete familiare di supporto. Abbiamo preferito restare a casa con i nostri bimbi piccoli".
La famiglia è amareggiata dalle illazioni. "Non ho nulla da nascondere e dispiace che ci sia tutto questo clamore. Anche i nostri bambini sono un po' in difficoltà per la confusione che si è generata. Noi vorremmo solo restare in pace", conclude il 33enne.












