Garda, a Punta Lido 3 morti in un mese. Il Comune ha deciso: "Barriere fisiche per la sicurezza. In tanti non osservano il divieto di balneazione"
Una scelta forte, che si giustifica con la pericolosità, purtroppo confermata dai fatti, della balneazione in quel tratto della spiaggia, e che si aggiunge alla recente implementazione di una nuova cartellonistica di maggiore impatto visivo

RIVA DEL GARDA. Nelle scorse ore l'Amministrazione di Riva del Garda ha deciso, a causa la scarsa osservanza del divieto di balneazione, di posizionare a Punta Lido delle barriere fisiche.
Una decisone che è arrivata dopo le due recenti tragedie che sono avvenute in quelle zone e che hanno visto la morte di tre persone. Il 17 luglio dopo essere entrati in acqua e scomparsi, sono stati ritrovati i corpi senza vita, proprio nella zona di Punta Lido, di Hanna Shatratska, 52 anni, e il figlio Alex Olexi, 19 anni, di origini ucraine. Nei giorni scorsi a perdere la vita è stato il 27enne Tarandeep Singh.
Da qui la decisione del Comune di mettere delle barriere. Una scelta forte, che si giustifica con la pericolosità, purtroppo confermata dai fatti, della balneazione in quel tratto della spiaggia, e che si aggiunge alla recente implementazione di una nuova cartellonistica di maggiore impatto visivo.
“Sappiamo che la competenza sarebbe dei Bacini Montani -spiega l’assessore Luca Grazioli- e ci rendiamo anche conto che si tratta di una soluzione forte, ma abbiamo verificato come il divieto di balneazione sia sistematicamente ignorato, e come amministrazione non possiamo tollerare una situazione di un tale rischio. Abbiamo deciso di intervenire in modo efficace, e questa è risultata l’unica soluzione fattibile, condivisa da Spiagge Sicure”.
In via provvisoria sono state installate delle reti da cantiere. “Valuteremo poi – spiega sempre l'assessore - oltre alla loro efficacia, se sostituirle o se mantenerle solo nel periodo estivo. Abbiamo installato anche altri cartelli, uno anche sulla spiaggetta, perché, davvero, fare il bagno in quella zona è troppo pericoloso e, semplicemente, non lo si deve fare”.












