Il Cio risponde al Comitato Civico Cortina: "Le strutture esistenti sono sufficienti per il numero di atleti e competizioni. Prendiamo in considerazione solo quelle"
"Il Cio crede fermamente che l'esistente numero di piste per gli sport di scivolamento al mondo, sia sufficiente per il numero di atleti e competizioni negli sport di bob, slittino e skeleton. Inoltre, come affermato durante le sessioni del Cio a Mumbai, solo piste già esistenti e funzionanti devono essere considerate, dati i tempi rimanenti molto stretti" si legge nella comunicazione inviata in risposta ad una lettera del 31 dicembre

CORTINA. Il Cio risponde al Comitato Civico Cortina che, con una lettera inviata lo scorso 31 dicembre 2023, aveva espresso ulteriori preoccupazioni riguardo la costruzione della pista "Eugenio Monti" sia per la sicurezza di atleti e spettatori e per la futura sostenibilità della pista "Eugenio Monti".
Ebbene, lo stesso giorno in cui alla Simico, la spa pubblica che gestisce la costruzione delle infrastrutture che ospiteranno le Olimpiadi, ha ricevuto (al terzo bando) un'offerta per la realizzazione dell'impianto, il Comitato Olimpico Internazionale ha fatto pervenire al Comitato Civico Cortina la propria risposta.
Che non lascia spazio ad interpretazioni. Il passaggio maggiormente significativo della missiva, firmata da Kristin Kloster, presidentessa della commissione di coordinamento del Cio per i Giochi Olimpici Milano Cortina 2026, è il seguente:
"Il Cio crede fermamente - si legge nella comunicazione - che l'esistente numero di piste per gli sport di scivolamento al mondo, sia sufficiente per il numero di atleti e competizioni negli sport di bob, slittino e skeleton. Inoltre, come affermato durante le sessioni del Cio a Mumbai, solo piste già esistenti e funzionanti devono essere considerate, dati i tempi rimanenti molto stretti".
Parole che non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Il Cio ribadisce, dunque, la propria totale contrarietà alla costruzione ex novo della pista di Cortina.
"In linea con le raccomandazioni dell'Agenda Olimpica 2020 - prosegue la risposta -, il Cio è stato inequivocabile riguardo al non costruire infrastrutture permanenti senza un piano di legacy chiaro e attuabile. Questa posizione è stata inizialmente identificata dalla Commissione di Valutazione per i Giochi Olimpici Invernali 2026 del Cio come preoccupante, nel loro report del 2019, ed è stata reiterata in continuazione nelle seguenti discussioni sulla sede di queste competizioni".
E, alla richiesta di garantire la sicurezza di atleti e spettatori, la risposta del massimo organismo sportivo del mondo (di fatto è così), la risposta non lascia spazio ad alcun fraintendimento.
"Garantire la sicurezza degli atleti e spettatori rispettando la timeline descritta nel dossier Milano Cortina 2026 è fondamentale per il Cio - conclude Kloster -. A questo riguardo, riconosciamo l’importanza dell’omologazione e dei test events per garantire la sicurezza e un’efficace implementazione di tutte le misure necessarie per un’infrastruttura sportiva complessa, e per la sicurezza degli atleti".
"Questi concetti sono già stati detti e ridetti - commenta il Comitato Civico Cortina - ma che pare i nostri politici non vogliano ascoltare, andando contro ogni logica e sbeffeggiandosi delle regole del Cio, con una ostinazione al realizzare un’opera che per due volte ha visto i bandi di gara andare deserti. Su quest’ultimo bando – nettamente fuori dai tempi utili per i Giochi - non ci sono stati squilli di tromba, nemmeno uno strenuo comunicato da parte di Simico, a parte il nostro sindaco che ad un quotidiano locale ha detto: "Il bando non è andato deserto. Per questo siamo soddisfatti. Oggi è una giornata di sole per Cortina". In realtà ieri, a Cortina, si brancolava nella nebbia".












