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Trento
11 settembre | 17:54

La bassotta scappa e si mette ad abbaiare a un orso e ad inseguirlo. Il padrone: ''Serie di errori che potevano rivelarsi fatali. L'orso è quello che si è comportato meglio''

Il racconto di un incontro che poteva trasformarsi in qualcosa di molto brutto avvenuto martedì pomeriggio tra i boschi di Rumo. ''Ho capito che gestire razionalmente un momento del genere è davvero difficile ma mi rendo conto anche di aver compiuto una serie di errori che in un contesto come quello dell'Alta Val di Non o della Val di Sole, evidentemente, è meglio non compiere più. Si pensa sempre 'non succederà a me' eppure è successo''

La bassotta scappa e si mette ad abbaiare a un orso e ad inseguirlo

RUMO. ''Con il senno di poi ho compiuto una serie di errori che potevano rivelarsi fatali per me, per Matilda e magari in prospettiva per l'orso. Bisogna stare attenti e non prendere sottogamba la natura. Devo ammettere che in questa vicenda quello che si è comportato meglio è stato proprio l'orso''. Racconta così Francesco (nome di fantasia onde evitare 'facili' linciaggi social) quanto capitatogli ieri pomeriggio intorno alle 14 tra i boschi dell'Alta Val di Non. Il giovane dopo un pranzo con amici si è recato nel bosco poco sopra Rumo, per fare una passeggiata in gruppo. Con lui altri tre ragazzi e il suo cane, una piccola bassotta a pelo liscio normalmente molto timorosa e sempre ubbidiente.

 

''Stava camminando con noi - spiega - e, qui ho fatto il primo errore, non le avevo messo il guinzaglio. Matilda mi cammina sempre a fianco, quasi sotto le mie gambe. Non capita praticamente mai che si allontani e invece, all'improvviso è scappata. Ha fatto una corsa ma l'ho persa allo sguardo. Pochi secondi ed ha cominciato ad abbaiare furiosamente. Sarà stata a una 40ina di metri ma era nascosta da una curva e dagli alberi quindi la sentivo abbaiare ma non la vedevo''. Francesco ha, quindi, accelerato il passo e le è andato dietro. Ma superata la curva ha visto cosa stava accadendo. ''Matilda stava abbaiando a un grosso orso. Praticamente gli abbaiava a un metro dalle zampe. Un comportamento mai visto. L'orso pareva più stranito che spaventato o arrabbiato. Non si è alzato sulle zampe. Non ha reagito. Ma appena mi ha visto spuntare è scappato giù per la scarpata''.

 

Nel frattempo Francesco è stato raggiunto dai suoi amici e ha detto loro ''c'è l'orso'', ma Matilda non ha 'mollato la presa' e si è gettata all'inseguimento del plantigrado. ''E lì ho fatto il secondo errore - continua il giovane - che a pensarci oggi poteva davvero costarmi o costarci caro ma che sul momento mi sembrava l'unica cosa da fare. Sono sceso dalla scarpata per seguire il mio cane mentre, ovviamente, le gridavo dietro in tutte le lingue di tornare da me''. Orso e bassotta sono riscomparsi alla vista del giovane di nuovo nascosti dagli alberi. ''Finché ho sentito un gemito e ho pensato 'ecco è successo il peggio' e invece ho visto Matilda scappare a gambe levate verso di me. Probabilmente a quel punto l'orso, stufo e stressato per quel che stava succedendo, si è girato verso Matilda e l'ha spaventata''.

 

La cagnolina è tornata dal suo padrone che appena l'ha recuperata ha girato i tacchi e con gli amici si è levato di torno da quel bosco. ''E' stato senza dubbio un momento molto difficile da gestire razionalmente - conclude Francesco -. Conosco le regole di comportamento ma mi rendo conto che non si pensa mai possa capitare a noi una cosa del genere e quando capita si è totalmente spiazzati, travolti da mille emozioni. L'unica cosa che volevo fare in quel momento era salvare Matilda e riportarla a casa. Ho fatto degli errori evidenti e ringrazio che l'orso incontrato sia rimasto calmo e si sia comportato, paradossalmente, meglio di me. Ma spero anche che la mia storia possa insegnare qualcosa a qualcuno. Intanto che i nostri cani sono pur sempre dei cani e quindi certi comportamenti restano imprevedibili anche se pensiamo di conoscerli in tutto e per tutto. Quasi certamente senza Matilda l'orso non l'avremmo nemmeno visto. Eravamo una comitiva e facevamo rumore, parlavamo ad alta voce. Poi che in certe aree i nostri comportamenti devono essere molto più attenti e rispettosi di come potevano esserlo 10 anni fa. Mai avrei pensato di incontrare un orso e di ritrovarmici quasi faccia a faccia. E' successo e, fortunatamente, non è capitato nulla di brutto. Ma da oggi posso dire di comprendere maggiormente quel senso del limite che in montagna e tra i boschi in generale dovrebbe guidarci sempre''.

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