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| 19 gen 2024 | 11:17

La figlia di 10 anni rinchiusa da mesi in un 'orfanotrofio' in Messico, il dramma di Elena Marini, mamma trentina che lancia l'appello per essere aiutata

Elena Marini, mamma 43enne trentina, sta lottando con tutte le sue forze per riavere sua figlia. La bimba di 10 anni sarebbe infatti rinchiusa in un orfanotrofio a Oaxaca, in Messico, ormai da 4 mesi. Ecco la loro storia

di Redazione

TRENTO. Elena Marini, mamma 43enne trentina, sta lottando con tutte le sue forze per riavere sua figlia. La bimba di 10 anni sarebbe infatti rinchiusa in una struttura dei servizi sociali Dif a Oaxaca, in Messico, ormai da 4 mesi, con tanto di "misura di protezione" ordinata dal giudice che impedisce alla donna di riabbracciare la piccola o di comunicare con lei.

 

La complessa vicenda ha avuto inizio nel 2009, quando Marini, fotografa documentarista, è approdata in Messico, dove aveva incontrato l'uomo con il quale avrebbe poi avuto una figlia (nata nel 2013 ndr). Una persona violenta, tanto che la donna avrebbe infine deciso di tornare in Italia, partorendo a Cles: la minore è a tutti gli effetti una cittadina italiana (non ha la cittadinanza messicana ndr). 

 

Marini avrebbe poi deciso di non riconoscere al padre i diritti legali proprio a causa della sua "attitudine irrazionale". Dopo 2 anni trascorsi fra Trentino e Centro America, la donna è tornata in Messico: lo scorso 16 agosto, una lite familiare fra madre e figlia, nell'abitazione di Oaxaca, ha segnato un punto di non ritorno. 

 

La 43enne sarebbe stata arrestata dalle autorità locali per qualche ora con accusa di violenza familiare, supportata però da nessuna prova: è stata infatti rilasciata dopo poco ma l'episodio ha comportato l'inizio del calvario. La bambina è stata accompagnata in una struttura di Oaxaca che accoglie bambini orfani o maltrattati.

 

Grazie ad un ricorso Marini sarebbe riuscita a rivedere la figlia, soltanto poche volte e con regime stringente, sempre alla presenza di psicologhe. Poi, il 17 dicembre scorso, la situazione sarebbe precipitata ulteriormente con l'imposizione d'una misura cautelare del giudice che impedisce ora alla madre di avvicinarsi alla figlia o di comunicare con lei.

 

Da allora, la mamma trentina non sa più nulla della sua piccola. Nel frattempo il padre ha richiesto il test del Dna e il timore è quello che possa utilizzarlo per togliere la custodia della bimba a Marini. 

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