“La Giunta riapre la caccia a tre specie di anatre selvatiche: provvedimento bloccato immediatamente dal Tar”
La Lega per l'abolizione della caccia ha presentato un “fulmineo” ricorso alla giustizia amministrativa dopo la delibera della Giunta regionale del Veneto per riaprire la caccia dal 24 al 31 gennaio a tre specie di anatre selvatiche: Alzavola, Codone e Germano reale

VENEZIA. “Buco nell'acqua per il maldestro tentativo della Giunta regionale del Veneto di riaprire la caccia dal 24 al 31 gennaio a tre specie di anatre selvatiche: Alzavola, Codone e Germano reale”. Sono queste le parole con le quali gli attivisti della Lega per l'abolizione della caccia commentano il blocco al provvedimento delle autorità venete, dopo un ricorso “fulmineo” presentato dalla stessa associazione al Tar.
“La delibera di giunta numero 55 – dice infatti la Lac – pubblicata in fretta e furia sul bollettino regionale di martedì 23 gennaio, è stata sospesa oggi con decreto cautelare dal Tar Veneto, dopo un fulmineo ricorso alla giustizia amministrativa da parte della Lega per l'abolizione della caccia, patrocinata dall'avvocato Claudio Linzola”.
Nella delibera in questione, la Giunta regionale parlava infatti di un provvedimento per rideterminare “il vigente calendario venatorio regionale (approvato con Ddgr n.755 del 22-6-2023 e successivamente riadottato con Dgr n.1009 dell'11-8-2023) con riferimento, in particolare, alla data di chiusura della stagione venatoria 2023-2024 individuata al 31 gennaio 2024 per l'avifauna acquatica limitatamente alle specie Alzavola, Codone e Germano reale”.
Provvedimento che, dice la Lac, è stato ora bloccato: “Già a fine dicembre una sentenza del Tar Veneto aveva, tra l'altro, anticipato di dieci giorni, spostandola dal 31 gennaio al 20 gennaio 2024, la data di chiusura della stagione venatoria per sei specie di uccelli acquatici”. Con il provvedimento citato invece la Giunta veneta aveva procrastinato nuovamente il limite per la caccia a Germano reale, Alzavola e Codone fino alla fine del mese.
“Ora – dice ancora l'associazione – ci sarà maggiore tranquillità per l'avifauna acquatica svernante nelle zone umide di questa regione, dopo la selezione naturale invernale e la forte pressione venatoria a cui è stata sottoposta”.












