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Trento
25 luglio | 06:01

"La popolazione è impaurita e c'è chi ha cambiato le proprie abitudini per la presenza degli orsi". A Vallelaghi aumentano gli avvistamenti e gli incontri

A farsi portavoce dello stato d'animo di gran parte dei residenti è il sindaco Lorenzo Miori: "Il nostro territorio viene percepito come 'non sicuro e non esiste un modello. Al momento c'è 'una sopportazione' che, è evidente, non può durare in eterno. Entro la fine dell'anno realizzeremo sei isole ecologiche 'a prova di orso', ma servono provvedimenti da parte della Provincia"

"La popolazione è impaurita e c'è chi ha cambiato le proprie abitudini per la presenza degli orsi"

VALLELAGHI. "E' un dato di fatto: tra la popolazione c'è paura e i quattro avvistamenti in pochi giorni hanno aumentato la preoccupazione di una gran parte dei residenti di cui, da primo cittadino, non posso farmi che da portavoce, perché arrivano telefonate e comunicazioni. Da un anno a questa parte, dopo la tragedia avvenuta in val di Sole con la morte di Andrea Papi, le persone hanno cominciato a cambiare anche le proprie abitudini, non frequentando più determinati sentieri, evitando certe zone e scegliendo di spostarsi, anche per poche centinaia di metri in automobile. E' chiaro che l'attuale modello di coesistenza non funziona. Anzi, non esiste un vero e proprio modello: in questo momento c'è una "sopportazione", che però non può durare in eterno".

 

L'ultimo avvistamento di un orso all'interno del comune di Vallelaghi è avvenuto nella mattinata di martedì 23 luglio (QUI ARTICOLO): un cucciolo è rimasto impigliato in una rete di protezione in un campo tra Covelo e Vezzano e, dopo essersi liberato, è scappato in direzione del bosco.

 

La scena è stata ripresa da un automobilista di passaggio e, successivamente, non sono mancate le segnalazioni al sindaco Lorenzo Miori, che si fa portavoce della situazione di disagio che sta vivendo l'intera comunità del comune nato nel 2016 dall'unione tra Padergnone, Terlago e Vezzano.

 

"Siamo consapevoli che il nostro è un territorio "di passaggio" - prosegue il primo cittadino di Vallelaghi - e, dunque, sappiamo, e non da oggi, che dalle nostre parti transitano tanti orsi. Ultimamente, però, è capitato che gli avvistamenti e gli "incontri" con i plantigradi, vedi quanto accaduto al biker la settimana scorsa, avvengano in orari diurni. Le lamentele sono aumentate e la preoccupazione, inutile negarlo, c'è. Mi rendo conto che la materia sia complessa, sia da un punto di vista operativo che giuridico, ma è necessario che l'intervento avvenga in tempi brevi. L'equilibrio si è "rotto" e l'attuale situazione rischia di avere ripercussioni dal punto di vista sociale ed economico. Facciamo di tutto per cercare di riportare la gente in valle, per recuperare pascoli e alcune zone di montagna e la presenza di uno o più orsi costituisce un deterrente. E poi c'è da considerare l'aspetto turistico: insomma l'ultima aggressione da parte di un plantigrado ad una persona è avvenuta a Dro, a pochi chilometri dal lago di Garda e a pochi chilometri anche da Vallelaghi".

 

Secondo lei c'è effettivamente questo rischio?

"Io non voglio drammatizzare né essere inutilmente allarmista, ma ormai il nostro territorio viene percepito come "non sicuro". E questo è un dato di fatto, amplificato anche dal fatto che gli avvistamenti poi sono oggetto di video e foto, che in poco tempo fanno il giro del web. C'è bisogno di un modello di coesistenza perché ormai la presenza dell'orso è ormai acclarata sul territorio e, dunque, bisogna prendere atto che è così e si deve trovare una soluzione. Non spetta a me dire cosa bisognerebbe fare. Chiudere i sentieri? Non credo sia questa la strada da percorrere, perché significherebbe limitare la libertà delle persone. Il tema è, chiaramente, di respiro provinciale: in piazza Dante sono consapevoli della situazione - non solamente riferito alla nostra realtà - e di quello che sia l'attuale stato d'animo dei cittadini di Vallelaghi".

 

Ha parlato di "cambiamento di abitudini". C'è veramente chi non frequenta più i sentieri o determinate zone perché ha paura d'incontrare l'orso?

"Assolutamente sì. E c'è anche chi sta riflettendo sul da farsi, sia a livello abitativo che lavorativo. Penso a chi ha dei campi o altre attività legate all'agricoltura. Non possiamo arrivare a questo, sinceramente. Intanto ci stiamo attrezzando ed, entro la fine dell'anno, realizzeremo le prime isole ecologiche interrate "a prova di orso" grazie ai finanziamenti stanziati dalla Provincia".

 

Quante saranno e dove verranno ubicate?

"Entro la fine dell'anno ne realizzeremo sei, altre 8 sono state approvate per il 2025. Si tratta, per l'appunto, di isole interrate, con i cassonetti che saranno incastrati nel terreno e sporgeranno di un metro appena. Dunque non saranno "scardinabili". Le prime saranno posizionate nelle frazioni a ridosso del bosco, quelle ovviamente più a "rischio" di essere "visitate" dall'orso. Verrà costruito un basamento e i contenitori saranno ancorati".

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