Linea Feltre-Primolano, rilanciata la proposta del “treno delle Dolomiti”. Padrin: “Per noi è una priorità, ora un tavolo di lavoro con Trento”
Un collegamento ferroviario lungo quasi 20 km volto a unire le due province montane, portandole poi nel circuito nazionale. Il primo progetto è stato messo a punto nel 1999 da un team di tecnici ed esperti locali

BELLUNO. Se ne parla oramai da decenni ma riuscire ad unire la provincia di Belluno a quella di Trento tramite una rete ferroviaria funzionale ed efficiente, oggi, sembra un po' meno utopistico.
Il progetto della Feltre-Primolano è tornato infatti ad essere di grande attualità dopo la forte presa di posizione delle amministrazioni locali determinate a concretizzare un percorso cominciato da tempo ma rimasto finora incompleto.
Un collegamento fortemente voluto e auspicato che, se realizzato, renderebbe molto più scorrevoli gli spostamenti di migliaia di pendolari che dal Feltrino e Bellunese raggiungono ogni giorno la Valsugana (e da lì, successivamente, anche Trento) per studio o per lavoro.
Il presidente della Provincia, Roberto Padrin è fiducioso e, soprattutto, consapevole degli importanti passi avanti fatti negli ultimi anni per quanto riguarda le infrastrutture del territorio, “a partire dal processo di elettrificazione”.
Un iter di ammodernamento ferroviario “cominciato alcuni anni fa, quando siamo riusciti a ottenere l'elettrificazione del tratto che va da Conegliano a Ponte nelle Alpi e poi Belluno”, spiega Padrin, ricordando come “ora si stia completando quello che da Belluno va verso Feltre e Montebelluna”.
Una serie di interventi volti a potenziare le reti ferroviarie locali il cui “ultimo tassello è la Feltre-Primolano”, aggiunge Padrin, che crede molto nello “sviluppo della politica del ferro”.
La linea, ritenuta “progetto prioritario per questo territorio”, inserita nello schema del protocollo d'intesa siglato tra le province di Belluno e Trento al quale è seguito uno studio di fattibilità dell'opera da parte di RFI che ne ha confermato le reali potenzialità.
Un tratto di appena 20 chilometri, in parte coperto (si andrebbe a inserire in una galleria), pensato per la prima volta nel 1999 da un team di tecnici ed esperti locali tra i quali l'ingegner Nino Bonan, portavoce del Comitato ferrovia Feltre-Primolano. “Di tutti i tracciati proposti, questo è il più sostenibile”, continua Padrin.
Nulla di certo, ancora, per quanto riguarda le tempistiche e i costi.
“Ora puntiamo a un tavolo di lavoro con Trento”, conclude, determinato a intraprendere un dialogo costruttivo con le istituzioni trentine anche in vista dell'ottenimento di “un finanziamento ad hoc”.
L'obiettivo primario rimane quello di creare un trait d'union tra le due province montane, facilitando un maggiore collegamento dell'infrastruttura alle grandi direttrici di traffico nazionale e internazionale.












