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Bolzano
12 agosto | 10:03

Minacce e percosse contro la moglie incinta, dopo anni di violenze espulso un 42enne pregiudicato

Dal 2008 al 2022 l’uomo ha commesso contro la moglie numerosi atti di violenza fisica e morale, anche durante le gravidanze della donna: arrestato, è stato espulso e scortato nel suo Paese d’origine

Minacce e percosse contro la moglie incinta, dopo anni di violenze espulso un 42enne pregiudicato
di Redazione

BOLZANO. Espulso e imbarcato su un volo verso il suo Paese d’origine, l’Albania, dove è stato preso in custodia dalla polizia di frontiera albanese: è finito così il lungo iter di un 42enne che nel 2020 si era trasferito a Bolzano.

 

Nel capoluogo altoatesino però era recentemente stato condannato a 2 anni di reclusione per aver commesso in via continuativa, dal 2008 al 2022, numerosi atti di violenza fisica e morale con calci, pugni e sberle, minacce di morte e maltrattamenti di vario genere ai danni della moglie, anche durante le gravidanze.

 

Nel 2022 la donna ha trovato il coraggio di lasciare il marito e trasferirsi con i figli in una struttura protetta, con l’ausilio di associazioni che si occupano di questo genere di problematiche.

 

Qualche mese fa così il 42enne è stato rinviato a giudizio per aver violato gli obblighi di assistenza familiare e per atti persecutori ai danni dell’ex moglie: per questo motivo era stata disposta l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento e di contatto con la donna, con contestuale applicazione del “braccialetto elettronico”.

 

In seguito, poi, era stato arrestato su ordine di carcerazione, e scarcerato da pochi giorni.

 

Sabato 10 agosto, infine, l’uomo è stato scortato in volo a Tirana dagli agenti dell’ufficio immigrazione della questura, ove è stato consegnato alle autorità di quel Paese.

 

“Anche nella nostra provincia assistiamo quotidianamente a quella che rappresenta oramai una vera e propria emergenza, che vede nel ruolo di vittime persone indifese, spesso donne, anziani e bambini, in balia della violenza di familiari o di persone comunque appartenenti alla cerchia delle strette conoscenze – ha messo in evidenza il questore Paolo Sartori –. In casi particolarmente gravi come questo la misura della espulsione dal territorio nazionale, seguita dall’effettivo accompagnamento del responsabile nel Paese di provenienza, rappresenta il modo più efficace per far si che tali efferati episodi di violenza non si ripetano, consentendo nel contempo alla vittima di riprendere possesso in modo sereno della propria vita e delle proprie abitudini senza il timore di dover subire aggressioni e quant’altro”.

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