Not, bocciato il ricorso di Pizzarotti: la Pat tira dritto sul Nuovo polo ospedaliero universitario di Trento
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che era stato presentato da Pizzarotti. Per il nuovo polo ospedaliero universitario l’affidamento dei lavori è previsto nella seconda metà del 2025

TRENTO. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dall'impresa Pizzarotti. La sentenza è stata depositata nelle scorse ore ed è un punto importante perché potrebbe porre la parola fine al progetto del Not, il Nuovo ospedale trentino, permettendo alla Provincia di andare avanti con il Nuovo polo ospedaliero universitario di Trento.
Il ricorso era stato deciso dalla ditta Pizzarotti nel momento in cui, a seguito della bocciatura del progetto della ditta prima classificata, la Guerrato, la Provincia aveva deciso di accantonare il project financing per avviare una nuova fase e ripensare ad un nuovo ospedale che potesse rispondere a delle nuove esigenze.
In quel momento, però, a seguito dell'esclusione di Guerrato, Pizzarotti rivendicava uno scorrimento della graduatoria non condividendo la decisione della Pat di non andare avanti con il project financing. Il suo ricorso è stato respinto davanti al Tar e nelle scorse ore un nuovo esito negativo è arrivato dal Consiglio di Stato.
Una decisione (rimane la Cassazione che si era già però espressa in precedenza) che permetterebbe ora alla Provincia di andare avanti con il Nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento previsto nell’area di via Al Desert nel capoluogo.
Nei giorni scorsi la Giunta aveva aggiornato il cronoprogramma alla luce della proroga del bando per la progettazione finalizzato ad acquisire un numero maggiore di candidature.
Per l’opera strategica, affidata dall’esecutivo al commissario straordinario Antonio Tita, è infatti in corso la prima fase che riguarda l’affidamento dell’attività progettuale attraverso il bando. La scadenza è prevista per il 29 febbraio. La fase successiva di avanzamento riguarda l’affidamento dei lavori ad oggi collocato come tempistica nella seconda metà del 2025.













