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Trento
29 febbraio | 05:01

Nuovo polo ospedaliero, Medici e Consulta per la Salute: “Ora basta deroghe, rispettare il cronoprogramma”. E sulla Facoltà di Medicina: “Più integrazione con l'Apss”

Dopo la decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso dell'impresa Pizzarotti la Pat può andare avanti con il Nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento previsto nell’area di via Al Desert. La richiesta dall'Ordine dei Medici e dalla Consulta provinciale per la Salute è di avviare, quanto prima, "una maggiore integrazione fra l'Università e l'Apss". L'assessore Tonina: "Esiste un tavolo, già in corso una proficua interlocuzione"

Nuovo polo ospedaliero, Medici e Consulta per la Salute: “Ora basta deroghe, rispettare il cronoprogramma”

TRENTO. “Ora non ci sono più ostacoli bisogna andare avanti. E' di fondamentale importanza proseguire anche con un maggiore collegamento fra la facoltà di medicina e l'azienda sanitaria”. A pensarlo sono il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi e il presedente della Consulta  provinciale per la Salute, Renzo Dori, sulla vicenda del nuovo ospedale dopo la decisione del Consiglio di Stato di respingere l'ultimo ricorso dell'impresa Pizzarotti (QUI L'ARTICOLO).

 

Una decisione che dovrebbe mettere la parola fine al progetto del Not e permettere alla Provincia di andare avanti con il Nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento previsto nell’area di via Al Desert nel capoluogo.

 

Se da un lato l'auspicio è che si possa ora andare avanti con il nuovo progetto, dall'altro si chiede di individuare una figura o un organo che possa fungere la cerniera fra l'azienda sanitaria e la nuova facoltà di medicina

 

L'ORDINE DEI MEDICI

“Speriamo di poter andare avanti in maniera spedita” ha affermato a il Dolomiti il presidente dell'Ordine Marco Ioppi. “Dobbiamo cercare di mantenere e di seguire con attenzione e scrupolosità la road map tratteggiata – continua -  e non derogare su alcune tappe, come purtroppo è stato già fatto con la prima che è stata spostata. Dobbiamo cercare di essere attenti e pretendere che siano rispettati i tempi”. 

 

Il Trentino attende un nuovo ospedale da ormai moltissimi anni.  Nei giorni scorsi la Giunta ha aggiornato il cronoprogramma per la realizzazione del Nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento alla luce della proroga del bando per la progettazione finalizzato ad acquisire un numero maggiore di candidature.

 

Per l’opera strategica, affidata dall’esecutivo al commissario straordinario Antonio Tita, è infatti in corso la prima fase che riguarda l’affidamento dell’attività progettuale attraverso il bando con scadenza al 29 febbraio. La fase successiva di avanzamento riguarda l’affidamento dei lavori ad oggi collocato come tempistica nella seconda metà del 2025. 

 

“Quest'opera – ha spiegato Ioppi – è essenziale per la comunità. Abbiamo un'importante occasione. Se fosse andato avanti il precedente progetto ci saremmo trovati un ospedale nato già vecchio. Avremmo quindi perso l'occasione di una struttura moderna”.

 

Ad essere fondamentale è un collegamento fra la nuova facoltà di Medicina e l'Azienda sanitaria. “E' una delle sfide che ci troviamo davanti – chiarisce il presidente dell'Ordine dei Medici – per riuscire ad arrivare ad una integrazione fra ospedale e università adeguata. Dobbiamo arrivare ad una integrazione di queste due anime, quella ospedaliera e quella universitaria e siamo già in ritardo”. 

 

LA CONSULTA PROVINCIALE PER LA SALUTE 
Della stessa opinione è anche la Consulta per la Salute. “Da tempo sollecitiamo che si arrivi finalmente ad una decisione definitiva” spiega il presidente Renzo Dori sottolineando l'importanza ora di andare avanti con velocità. “Oggi l'ospedale Santa Chiara di Trento è un costo, ci sono continui aggiustamenti, adeguamenti e anche di recente sono state necessarie ulteriori risorse per l'adeguamento alle norme anticendio. Più passa il tempo e più questa struttura dimostra i suoi anni creando non pochi disagi anche per chi ci lavora”. 

 

Il nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento, spiega Dori, è una potenzialità da cogliere. “E' fondamentale lo sviluppo di un settore della ricerca che già c'è – continua - bisogna vedere quando si vorrà investire in queste senso tenendo  conto che andiamo verso la necessità di una medicina sempre più innovativa”. 

 

Anche da parte della Consulta provinciale per la salute arriva la richiesta di una figura che possa fungere da “cerniera” fra l'ospedale e l'università. “Ci vuole una figura, che sia un commissario o altro – spiega Renzo Dori – perché oggi è impossibile raggiungere progetti di qualità senza percorsi di condivisione”. 

 

LA PROVINCIA

Alle sollecitazioni di una maggiore interazione fra il mondo dell'Università e l'Azienda Sanitaria anche in vista del nuovo Nuovo polo ospedaliero e universitario di Trento a rispondere è l'assessore Tonina spiegando che esiste un tavolo e non escluse in che futuro possano esserci dei potenziamenti.

 

"Ad oggi - spiega a il Dolomiti - esiste un tavolo formato da Azienda sanitaria, l'Università di Trento, l'Università di Verona e la Provincia. Stanno andando avanti le interlocuzioni  che potranno in futuro essere potenziate in base alle necessità e alle esigenze"

 

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