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Trento
23 luglio | 06:00

Sanità verso la rivoluzione con l’Asuit, l'annuncio di Tonina. Resta il nodo ospedale, l'Ordine dei Medici: "Piena realizzazione del progetto con il nuovo polo"

La Giunta provinciale metterà mano all'organizzazione della Sanità con un disegno di legge che, ha annunciato ieri l’assessore Mario Tonina, sarà adottato dall’esecutivo tra due settimane. Il 1° gennaio 2026, ha spiegato l’assessore alla sanità, la riforma entrerà in vigore. De Pretis (Presidente dell'Ordine dei Medici): "Servirà prestare la massima attenzione per far in modo che ci sia un'integrazione ottimale fra il personale accademico che avrà compiti assistenziali e il personale ospedaliero"

TRENTO. Una riforma epocale che trasformerà il volto della Sanità trentina. Dopo l’avvio della Scuola di Medicina e Chirurgia a Trento, la Giunta provinciale si prepara a varare la trasformazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) in Asuit, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino.

Un passo importante destinato a cambiare il volto dell’assistenza sanitaria locale, fondendo l’attività clinica con quella formativa e di ricerca in una sinergia mai vista prima sul territorio.

 

La Giunta provinciale metterà mano all'organizzazione della Sanità con un disegno di legge che, ha annunciato ieri l’assessore Mario Tonina, sarà adottato dall’esecutivo tra due settimane.

 

Nel corso della Conferenza dei capigruppo si è spiegato che il ddl di Giunta sarà esaminato in Commissione legislativa a settembre, con la prospettiva di approdare all’aula consiliare nella tornata del 7-8-9 ottobre prossimi. Il 1° gennaio 2026, ha spiegato l’assessore alla sanità, la riforma entrerà in vigore.

 

La riforma punta a valorizzare le eccellenze sanitarie locali, integrandole con l’attività accademica e con una rete ospedaliera policentrica e connessa alla Scuola di Medicina e Chirurgia di Trento, realizzata in collaborazione con l’Università di Trento e l’Università di Verona.

 

Ricerca clinica e innovazione tecnologica saranno parole d'ordine. Un ultimo tassello che va ad aggiungersi alla nascita della Scuola di Medicina che ci ha già permesso di avere, a garanzia dell’attività clinica e dello sviluppo delle attività di ricerca, nuovi ricercatori e professori, direttori di struttura complessa e non, ricercando quell'attrattività che spesso viene purtroppo a mancare. “Rimane per questo centrale il progetto del nuovo Polo Ospedaliero e Universitario del Trentino” spiega a il Dolomiti Giovanni de Pretis, presidente dell'Ordine dei Medici del Trentino.

 

Presidente, nonostante si sappia ancora poco della riforma che la Giunta provinciale è pronta a varare, cosa ne pensa del passaggio all'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino?
È necessario e indispensabile con l'attivazione dell’Università di Medicina a Trento. L'aspetto didattico e l'aspetto di assistenza devono per forza di cose essere integrati.

 

Quali a parer suo gli aspetti più importanti che dovranno essere tenuti sott'occhio?
Ci dovranno essere degli adeguamenti alle normative che esistono. L'aspetto più importante sarà quello di prestare la massima attenzione per far in modo che ci sia un'integrazione ottimale fra il personale accademico che avrà compiti assistenziali e il personale ospedaliero. Sarà un aspetto davvero importante e bisogna che in questo disegno trovino spazio tutte e due le figure con pari dignità e che ci siano le premesse perché possano collaborare verso un unico progetto.

 

Cambierà anche il rapporto con il territorio?
Questo credo sia un altro aspetto importante e innovativo, e credo ci sia l'intenzione della Provincia e anche dell'Università di cercare di indirizzare questa trasformazione verso anche un'attenzione maggiore al territorio.

 

Ci sarà la possibilità di una maggiore collaborazione fra l'Azienda sanitaria e il mondo della ricerca?
Sì, questa trasformazione con la nascita dell'Asuit potrebbe stimolare le iniziative in ambito di ricerca clinica che qualche volta in passato, in certe strutture un po' rigide dell'Azienda ospedaliera, non hanno trovato terreno fertile. Potrebbe essere un passo in avanti per accelerare e dare uno stimolo e una maggiore attrattività per i medici giovani. La ricerca è un momento importante per la crescita professionale. Poi bisognerà vedere anche le norme di attuazione che verranno fatte e che sono altrettanto importanti.

 

In tutto questo rimaniamo però con un ospedale vecchio e quello nuovo bloccato.
È chiaro che questo progetto è nato per essere calato sull'ospedale nuovo e solo con questo troverà la piena realizzazione. I tempi fra i due, purtroppo, sono sfasati. Speriamo che la scelta della Pat di resistere possa portare all'avvio del nuovo ospedale. È assolutamente essenziale per tutti i cittadini del Trentino e non solo ai medici.

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