Addio Apss, dal 2026 nasce Asuit, la nuova sanità del Trentino integrata con l’Università (VIDEO). Rimane la sfida del personale: "Servirà coinvolgimento"
Rimane aperta la sfida legata alle professioni sanitarie e infermieristiche. Continuano a rimanere sotto pressione diversi reparti a partire dai pronto soccorso e i punti nascita periferici. L'assessore Tonina: " L'Asuit saprà aumentare ulteriormente l’attrattività del sistema, anche ampliando le opportunità di studio per i nostri giovani"

TRENTO. “La sfida dei prossimi anni è tradurre questa sinergia in cure migliori e servizi d’eccellenza per tutti i cittadini”. Ha usato queste parole il rettore di Trento Flavio Deflorian per descrivere gli obiettivi che dovrà avere Asuit, il coronamento di un percorso avviato negli ultimi anni con il potenziamento dell’offerta formativa in ambito sanitario e con lo sviluppo della Scuola di medicina e chirurgia.
A partire dal primo gennaio del 2026 l'Apss cesserà di esistere e al suo posto arriverà l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit). Sarà un cambiamento non di poco conto che non si ferma, ovviamente, solo alla nuova identità ma anche e soprattutto porterà in Trentino un nuovo modello con l’integrazione tra assistenza sanitaria, didattica e ricerca, attraverso una collaborazione strutturata con l’Università di Trento.
Questo modello, già diffuso a livello nazionale nelle aziende sanitarie universitarie, dovrebbe consentire di mettere in rete cura, formazione dei professionisti e innovazione scientifica. L’obiettivo è rafforzare la qualità dell’assistenza, sostenere la crescita professionale degli operatori sanitari e promuovere l’innovazione, attraverso un collegamento stabile tra attività clinica, formazione e ricerca.
Asuit adotta quindi un modello organizzativo e di governance integrato, in linea con la normativa nazionale sulle aziende sanitarie universitarie, che prevede nuovi strumenti di raccordo tra attività assistenziali, didattiche e scientifiche (come ad esempio il Comitato di indirizzo). La ricerca diventa una funzione strutturata dell’Azienda, con un responsabile scientifico nominato d’intesa con l’Università. Accanto ai dipartimenti assistenziali, Asuit prevede la costituzione di Dipartimenti ad attività integrata (Dai), pensati per favorire il raccordo diretto tra cura, insegnamento e ricerca.
La costituzione di Asuit si fonda su un protocollo di intesa tra Provincia autonoma di Trento e Università di Trento, che definisce le modalità di collaborazione tra Asuit e Università di Trento nelle attività di assistenza, didattica e ricerca. Il protocollo rappresenta lo strumento cardine per garantire un’integrazione strutturata, stabile e trasparente tra il sistema sanitario provinciale e il mondo accademico. L’Azienda adotterà poi un nuovo atto aziendale, che definirà l’organizzazione e il funzionamento della nuova Azienda sanitaria universitaria integrata, garantendo continuità dei servizi e coerenza con la programmazione provinciale.
A parlare di “evoluzione importante” è anche il direttore generale di Apss Antonio Ferro secondo cui “questo binomio tra Università e sanità è una grande ricchezza per il Trentino, perché investire in ricerca e formazione significa mettere a disposizione dei cittadini innovazione, qualità delle cure e competenze sempre più avanzate”. All'intero di Asuit ci saranno 3.000 infermieri, 1.200 operatori socio-sanitari, 1.500 professionisti dell’area tecnica, 1.000 amministrativi, 820 tecnici, 1.310 medici e veterinari, 23 professori.
Dal punto di vista del personale, spiega sempre Ferro nel 2025 si registra “un dato significativo e in controtendenza rispetto alla situazione nazionale: a fronte di 501 cessazioni, sono state effettuate 715 assunzioni, con un saldo positivo di 214 unità. In particolare, si registra un saldo positivo di 56 medici e 163 unità di altro personale, mentre per il comparto infermieristico il dato è sostanzialmente in equilibrio”.
Nonostante i numeri presentati dal direttore Ferro rimane aperta la sfida legata alle professioni sanitarie e infermieristiche. Continuano a rimanere sotto pressione diversi reparti a partire dai pronto soccorso e i punti nascita periferici.
“L’integrazione tra Università e Azienda sanitaria è un passaggio storico per il Trentino” ha sottolineato il rettore Flavio Deflorian. “Con la Scuola di Medicina e le prime scuole di specializzazione abbiamo avviato un dialogo tra università e sistema sanitario provinciale e gettato le basi per costruire un percorso solido. Ora con la nuova Asuit non vogliamo creare solo una struttura, ma un modo di 'fare insieme': uniamo ricerca, formazione e assistenza in un percorso corale. Il successo della Scuola di Medicina dipende però dalla nostra capacità di coinvolgere tutto il personale medico, infermieristico e sanitario in un progetto comune insieme al corpo accademico”.
Un 'lavoro di squadra' che anche l'assessore alla Salute e Politiche sociali, Mario Tonina ha voluto sottolineare. “Il ddl Asuit è un unicum in Italia – ha proseguito Tonina – e valorizza fino in fondo il ruolo del territorio, nel quale crediamo molto: dall’avvio dell’operatività dal primo gennaio siamo convinti che saprà garantire le peculiarità della nostra Provincia e aumentare ulteriormente l’attrattività del sistema, anche ampliando le opportunità di studio per i nostri giovani. In una fase complessa per la sanità, questa rappresenta per il Trentino una grande opportunità, grazie anche al contributo dell’Università e della ricerca. Non ci saranno più mondi separati, ma una reale integrazione che valorizza il personale, crea opportunità di crescita e innalza gli standard: l’ingresso dei docenti e dei ricercatori universitari sarà un supporto e non una sovrapposizione”.
L'integrazione sarà il vero e proprio fulcro di questo cambiamento e riguarderà l'assistenza, la didattica e la ricerca, ha spiegato il direttore del Dipartimento provinciale salute, Andrea Ziglio “in una prospettiva in cui ogni professionista è chiamato non solo a curare, ma anche a formare e a innovare”. Un secondo elemento chiave è la dimensione territoriale. “Non un policlinico che si trasforma in azienda, ma un’azienda a forte vocazione territoriale che si integra, valorizzando il ruolo e la specificità di ogni struttura ospedaliera e dei servizi sul territorio. Si inserisce tra l’altro in un riordino complessivo che mette al centro percorsi assistenziali integrati, le Case della Comunità e un modello di sanità sempre più orientato all’integrazione sociosanitaria”.












