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Belluno
13 gennaio | 18:15

Numeri da record, ma il sistema sanitario sanitario bellunese regge all'impatto: durante le festività 4.401 chiamate al Suem e 53 interventi dell'elisoccorso

Come per le vacanze estive anche in occasione delle festività invernali è stato registrato un picco di accessi al pronto soccorso degli ospedali bellunesi, con un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con il picco che si è registrato nella giornata del 2 aprile, quando i pazienti sono stati ben 406. Gli interventi di soccorso in pista nel periodo dal 23 dicembre al 7 gennaio sono stati 110 a Cortina, 73 sul Civetta e 72 ad Arabba

BELLUNO. Numeri decisamente "importanti", ma il sistema sanitario bellunese ha retto l'impatto con il super lavoro tipico del periodo natalizio (23 dicembre 2023 - 7 gennaio 2024).

 

Come per le vacanze estive anche in occasione delle festività invernali è stato registrato un picco di accessi al pronto soccorso degli ospedali bellunesi, con un aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con il picco che si è registrato nella giornata del 2 aprile, quando i pazienti sono stati ben 406.

 

E' stato rilevato, invece, che nelle giornate di maltempo (31 dicembre, 1, 6 e 7 gennaio) gli accessi sono diminuiti, sintomo che un gran parte degli ingressi sono dettati da traumi che ci si procura sulle piste da sci e che interessano il 31% dei motivi di accesso ai pronto soccorso tra il 3 dicembre e il 7 gennaio.

 

Un’altra percentuale rilevante, circa il 15%, è data dagli accessi dovuti a malattie respiratorie in generale come influenza, tosse, raffreddore. "Traumi e malattie respiratorie sono evidentemente collegati all’ambiente montano" ha affermato il dottor Sandro Cinquetti direttore del dipartimento di igiene e sanità pubblica.

 

In aumento, invece, rispetto al 2022, le chiamate al Suem: sono state ben 4.401 le richieste di soccorso, comprese quelle per la richiesta della guardia medica, con 1.260 interventi di soccorso, tra i quali figurano anche 53 interventi dell'elisoccorso.

 

"Importante evidenziare che di interventi in elisoccorso in orario notturno, istituito dal 5 ottobre, ne sono stati effettuati 25 e questa possibilità di volare fino alle 20 consente una migliore pianificazione dei viaggi poiché trasferimenti non urgenti possono essere fatti in orario serale concluse le emergenze e senza l’obbligo, com’era prima, di dover concentrare tutti gli sforzi in poche ore" ha sottolineato la dottoressa Cristina Barbarino dell’Uos Elisoccorso.

 

Andando ad analizzare gli interventi dell’elisoccorso si nota come il 7,5% si sia reso necessario in occasione d'incidenti stradali (più alto della media), mentre il 52,8% abbia riguardato infortuni sulle piste o in montagna, dunque strettamente collegati alle attività in alta quota.

 

"Si tratta d'interventi non banali perché coinvolgono una serie di maestranze e procedure, come ad esempio il blocco dell’impianto e la chiusura della pista da parte dei gestori, il trasporto in motoslitta, il caricamento a valle in ambulanza o in elicottero. Tutto ciò spesso crea anche malumore tra gli altri utenti delle piste, che spesso risultano insofferenti dal fatto di non poter fare l’ultima discesa" ha fatto notare il dottor Giulio Trillò, direttore del Suem 118.

 

Approfondendo infine gli interventi in pista nel medesimo periodo sono stati fatti 307 soccorsi specie a Cortina (110 di cui 10 con elisoccorso), sul Civetta (73 di cui 1 con elisoccorso) e ad Arabba (72 di cui 3 con elisoccorso).

 

Il commissario Giuseppe Dal Ben ha precisato che "tutta la rete sarà attiva fino a Pasqua e si sta studiando l’ampliamento della piazzola dell’elisoccorso di Belluno in modo da creare un’area di sosta per il secondo elicottero e garantire così, in maniera fissa, in caso di utilizzo contemporaneo dei due pezzi, questi possano stazionare senza problemi di spazio, cosa che adesso non sarebbe possibile".

 

Come ulteriore servizio per la sanità di montagna si ricorda la sperimentazione in corso della telemedicina che continuerà in collaborazione con CAI e Soccorso Alpino andando ad individuare in base a rete telefonica, afflusso di persone, struttura del personale quale saranno i rifugi idonei alla formazione e attivazione di questo servizio.

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