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Trento
13 giugno | 10:23

Orsi e morte di F36, gli animalisti: “Presentato esame autoptico redatto tre mesi prima del decesso, una svista?”

La nota di Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia: “La Pat ha presentato al Consiglio di Stato un esame autoptico redatto 3 mesi prima della morte di F36, quindi riferito sicuramente a un altro esemplare”

Orsi e morte di F36, gli animalisti: “Presentato esame autoptico redatto tre mesi prima del decesso, una svista?”

TRENTO. “Svista o tentativo di farla franca?”. È questo il dubbio di tre protagonisti del mondo animalista e ambientalista, Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia, sulla vicenda della morte dell'orsa F36, la cui carcassa è stata ritrovata dalle autorità mercoledì 27 settembre 2023 in Val Bondone (sul territorio comunale di Sella Giudicarie) a poche settimane dall'ordine di abbattimento firmato dal presidente Fugatti (e poi bloccato dal Tar in seguito al ricorso presentato dagli animalisti). Secondo le tre associazioni infatti: “La Pat ha presentato al Consiglio di Stato un esame autoptico redatto tre mesi prima della morte di F36, quindi riferito sicuramente a un altro esemplare”. Ma procediamo con ordine.

 

“Le associazioni – si legge nella nota firmata Lav, Lndc e Wwf Italia – hanno infatti depositato le memorie presso il Consiglio di Stato in merito al ricorso presentato per la vicenda che rigurdava l'orsa F36, trovata morta in circostanze poco chiare a settembre dell'anno scorso dopo che su di lei pendeva un mandato di uccisione da parte del presidente della Provincia autonoma di Trento. A ottobre, il Tar di Trento aveva dichiarato l'improcedibilità dei ricorsi presentati dalle associazioni contro i decreti del presidente Fugatti dato che l'orsa era ormai deceduta. Le organizzazioni di protezione animali, però, si erano appellate al Consiglio di Stato contro questa decisione del Tar, chiedendo anche che il più alto organo di giustizia amministrativa prendesse una posizione sulla legittimità costituzionale della politica portata avanti dall'amministrazione locale trentina sulla gestione di una specie importante come l'orso”.

 

“A seguito di questo appello – continuano gli avvocati Michele Pezone e Paolo Letrari, che stanno seguendo la vicenda per conto di Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia – la Pat ha presentato un esame autoptico del 19/6/2023 di un orso morto per cause naturali che non può essere l'orsa F36, ritrovata morta in data 27/9/2023. Pertanto, non essendovi ancora contezza certa delle cause della morte dell'orsa F36, permane il sospetto che l'ingiustificata enfatizzazione della asserita pericolosità di questo esemplare d'orsa possa avere determinato la sua morte per mano dell'uomo. Tra dieci giorni vedremo quali saranno le repliche della Pat a queste nostre argomentazioni, poi resteremo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato”.

 

F36, ricordiamo è ritenuta responsabile di un falso attacco avvenuto il 6 agosto scorso nei confronti di una coppia di escursionisti sul territorio di Sella Giudicarie mentre, pochi giorni prima (il 30 luglio), un altro caso aveva coinvolto l'esemplare e due persone (Qui Articolo). In entrambi i casi, l'orsa era accompagnata dal suo cucciolo. Come scoperto da il Dolomiti (Qui Articolo) il 7 settembre, F36 era inoltre già stata radiocollarata da qualche tempo nel silenzio generale (si può affermare con certezza che le operazioni sono avvenute “nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2023” quando “l'esemplare F36 è stato catturato, dotato del radiocollare e rilasciato immediatamente”).

 

“E' avvilente e preoccupante – concludono le associazioni – vedere una pubblica amministrazione che davanti al massimo organo di giustizia amministrativa presenta una documentazione che non ha nulla a che fare con il caso in discussione. Forse si tratta semplicemente di una svista o forse si tratta di un maldestro tentativo di confondere le acque, effettuato nella speranza che nessuno si accorgesse del fatto che l'esame autoptico depositato era stato svolto ben 3 mesi prima della morte di F36. In entrambi i casi, dobbiamo prendere atto dell'atteggiamento di negligenza portato avanti dalla Pat a discapito della legalità e della tutela degli animali e dell'ambiente, di cui gli orsi sono parte integrante. Del resto, in un'intervista pubblica, lo stesso Fugatti ha dichiarato apertamente che non si preoccupa del benessere degli animali. Tutto questo però non è accettabile e non resteremo a guardare”.

 

QUI LA REPLICA DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

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