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Orsa F36, l'esame autoptico redatto tre mesi prima del decesso? La Pat risponde: “Errore in buona fede, la Provincia non è ancora in possesso dell'esito dell'autopsia”

Piazza Dante replica ai dubbi di Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia, che hanno denunciato in mattinata come la Provincia di Trento avesse presentato al Consiglio di Stato, per quanto riguarda la vicenda del decesso dell'orsa F36, “un esame autoptico redatto tre mesi prima della morte” dell'animale, quindi “riferito sicuramente a un altro esemplare”

Di Filippo Schwachtje - 13 giugno 2024 - 17:53

TRENTO. “Nessuna intenzione della Provincia autonoma di Trento di indurre la magistratura a seguire tracce fuorvianti”. Replica così il Servizio faunistico della Pat alla nota con la quale, in mattinata, Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia hanno denunciato come Piazza Dante avesse presentato al Consiglio di Stato, per quanto riguarda la vicenda del decesso dell'orsa F36, “un esame autoptico redatto tre mesi prima della mortedell'animale, quindi “riferito sicuramente a un altro esemplare” (Qui Articolo). “Svista – si erano infatti chieste le associazioni – o tentativo di farla franca?”. A rispondere, come detto, sono ora le autorità provinciali che parlano di “un errore materiale compiuto evidentemente in buona fede”. Ma procediamo con ordine.

 

Il caso è legato alla morte (ancora non chiarita) di F36, la cui carcassa è stata rinvenuta il 27 settembre scorso in val Bondone (sul territorio comunale di Sella Giudicarie), proprio nella zona nella quale l'orsa (accompagnata da un cucciolo) si era resa protagonista di due episodi che avevano spinto il presidente Fugatti a firmare un ordine di abbattimento (bloccato in seguito proprio dai ricorsi arrivati dal fronte animalista). “A ottobre – si legge nella nota diffusa dalle associazioni – il Tar di Trento aveva dichiarato l'improcedibilità dei ricorsi presentati dalle associazioni contro i decreti del presidente Fugatti dato che l'orsa era ormai deceduta. Le organizzazioni di protezione animali, però, si erano appellate al Consiglio di Stato contro questa decisione del Tar, chiedendo anche che il più alto organo di giustizia amministrativa prendesse una posizione sulla legittimità costituzionale della politica portata avanti dall'amministrazione locale trentina sulla gestione di una specie importante come l'orso”.

 

E' stato proprio a seguito di questo appello, precisano gli avvocati Michele Pezone e Paolo Letrari, che stanno seguendo la vicenda per conto di Lav, Lndc Animal Protection e Wwf Italia, che la Pat “ha presentato un esame autoptico del 19/6/2023 di un orso morto per cause naturali che non può essere l'orsa F36, ritrovata morta in data 27/9/2023”. Per la Pat però si tratta, come anticipato, di un “errore materiale compiuto evidentemente in buona fede, dato che l'Amministrazione non è ancora entrata in possesso della documentazione relativa agli esami necroscopici compiuti sull'animale dall'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, come peraltro riportato anche nel Rapporto Grandi Carnivori 2023 di recente pubblicazione”.

 

Ecco la replica integrale della Provincia autonoma di Trento

 

Orsa F36, la Provincia non è ancora entrata in possesso dell’esito dell’autopsia

 

Nessuna intenzione della Provincia autonoma di Trento di indurre la magistratura a seguire tracce fuorvianti: il Servizio Faunistico fornisce alcune precisazioni per confutare i sospetti di alcune associazioni animaliste, in merito alla vicenda dell’esemplare F36. Si tratta dell’ennesima puntata legata ai ricorsi contro la rimozione di esemplari pericolosi, a tutela della sicurezza delle persone. Nello specifico, ecco i fatti.

 

Il 30 luglio 2023 l’orsa F36 aveva attaccato due escursionisti sui monti sopra Roncone, nelle Giudicarie. Un episodio classificato da Ispra e dalla Provincia quale corrispondente al livello di pericolosità 15 su 18 del Pacobace (fattispecie “orso attacca con contatto fisico per difendere i propri piccoli”), per il quale il Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali prevede la rimozione.
Una settimana dopo l’attacco, il 6 agosto 2023, sempre sul territorio comunale di Sella Giudicarie, un’altra coppia di escursionisti aveva subìto un falso attacco da parte di F36. L’animale era stato catturato ai fini dell’applicazione del radiocollare e rilasciato il 29 agosto 2023.

 

Il 7 settembre 2023 era scattato il decreto di abbattimento dell’animale a firma del presidente della Provincia, successivamente sospesa dal Tar di Trento e dunque modificata in ordine di cattura. Le attività condotte nei confronti di F36 per eseguire l’autorizzazione alla rimozione non hanno avuto successo. Il 27 settembre 2023, la carcassa dell’animale è stata rinvenuta morta in val di Bondone (comune di Sella Giudicarie).

 

Il 25 ottobre 2023 il Tar ha infine dichiarato l'improcedibilità dei ricorsi proposti dalle associazioni animaliste contro la rimozione dell’animale, alla luce della sua morte. Il 19 febbraio 2024 era stato comunque presentato appello al Consiglio di Stato e dunque la Provincia ha depositato la documentazione in proprio possesso il 30 maggio, tra cui quella relativa all’esame autoptico di un esemplare diverso da F36. Un errore materiale compiuto evidentemente in buona fede, dato che l’Amministrazione non è ancora entrata in possesso della documentazione relativa agli esami necroscopici compiuti sull’animale dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, come peraltro riportato anche nel Rapporto Grandi carnivori 2023 di recente pubblicazione

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