"Orsi in attività dopo il riposo invernale ma nulla è cambiato nella politica trentina: a Ispra chiediamo una valutazione oggettiva di eventuali interazioni con l'uomo"
L'intervento della Lav: “Grazie agli esiti positivi del ricorso contro la condanna a morte di F36, abbiamo scritto a Ispra per chiedere una valutazione oggettiva di eventuali interazioni uomo-orso”

TRENTO. Con il progressivo aumento delle temperature, dopo il riposo invernale gli orsi stanno riprendendo le loro attività (il Dolomiti ne aveva parlato nelle scorse settimane, riportando nel dettaglio i vari comportanti da tenere nel caso di un incontro con un plantigrado, Qui Articolo), e dagli animalisti della Lav arriva un nuovo attacco a Piazza Dante: “La Provincia – si legge infatti in una nota diffusa dall'associazione – continua a mantenere un approccio fortemente ideologico, rifiutando di realizzare la 'convivenza' basata sulle evidenze scientifiche, salvo per l'installazione di qualche cartello informativo”.
Per la Lav: “E' quindi prevedibile che nei prossimi mesi potranno crearsi nuove occasioni di interazione tra le persone e i plantigradi, nelle quali i cittadini continueranno a essere impreparati”. Per ridurre il rischio di incidenti, continuano, “c'è infatti bisogno anche di indagare a fondo i comportamenti delle persone che sono state coinvolte nelle interazioni con i plantigradi”, cosa che secondo l'associazione le autorità provinciali non avrebbero fatto “preferendo sempre e comunque condannare a morte qualsiasi orso che si fosse relazionato, anche suo malgrado, con le persone”.
“La sentenza emessa a novembre 2024 dal Consiglio di Stato sul nostro ricorso contro la condanna a morte dell'orsa F36 – scrive Massimo Vitturi, responsabile Lav per l'area Animali selvatici – uccisa poi da un bracconiere, ci ha fornito numerosi importanti elementi che sostengono la necessità di valutare anche i comportamenti tenuti dalle persone durante un'interazione con l'orso. Per questo motivo abbiamo preso carta e penna e scritto a Ispra indicando alcune evidenze di grande rilevanza contenute nella citata sentenza”. Sentenza nella quale i giudici di Palazzo Spada avevano precisato, tra le altre cose, come l'abbattimento rappresenti “sempre l'extrema ratio da disporre solo quando altre soluzioni non sono in concreto praticabili” (Qui Articolo).
“La massima autorità giudiziaria amministrativa – continua la Lav – ha evidenziato la necessità di valutare il grado di pericolosità degli orsi considerando anche le variabili contestuali che hanno causato l'incidente”. Nella lettera inviata a Ispra l'associazione ha quindi messo nero su bianco tre richieste: “Non avallare la captivazione permanente e l'uccisione di plantigradi i cui comportamenti risultano evidentemente configurabili come normali risposto etologiche tipiche della specie a determinati stimoli esterni. Sollecitare la Provincia autonoma di Trento a rispondere al dovere di educare le persone, codificato implicitamente nell'articolo 12 ed esplicitamente nell'articolo 22 della Direttiva 'Habitat', in modo da ridurre gli incidenti e incrementare l'accettazione sociale nei confronti degli orsi. Tenere pienamente conto della tutela rafforzata garantita alla vita animale dall'ordinamento giuridico sovranazionale e nazionale nella redazione dei propri pareri in merito alle azioni da implementare sugli orsi”.


















