Riaperte le indagini per la morte dell'orso M62 e di un altro cucciolo. La Lav: "Vogliamo scoprire cosa è successo. Speriamo sia fatta finalmente giustizia"
La carcassa di M62 era stata rinvenuta il 30 aprile del 2023 da un gruppo di escursionisti, e le associazioni avevano chiesto urgentemente di approfondire le cause di morte per verificare l’ipotesi di bracconaggio. La Lav si era poi opposta alla richiesta di archiviazione del procedimento e oggi il tribunale di Trento ha disposto ulteriori indagini

TRENTO. Al tribunale di Trento si riaprono le indagini sulla morte dell'orso M62 e di un altro cucciolo ignoto. Ad annunciarlo attraverso una nota è stata la Lav.
La carcassa di M62 era stata rinvenuta il 30 aprile del 2023 da un gruppo di escursionisti in una zona tra il lago di Molveno e San Lorenzo Dorsino, nella provincia di Trento. Era considerato dalla Pat fra i plantigradi “problematici”.
Il corpo del plantigrado fu portato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Trento e le circostanze della sua morte erano risultate fin da subito poco chiare. Prima di lui, nell’aprile del 2023, era stato ritrovato anche il corpo di un cucciolo di orso ignoto.
La Lav aveva chiesto urgentemente di approfondire le cause di morte per verificare l’ipotesi di bracconaggio, insieme ad altre associazioni, e aveva denunciato i fatti. È stata però in seguito disposta l’archiviazione del procedimento penale contro ignoti per la morte di M62 e del cucciolo.
Un'archiviazione alla quale la Lav si è subito opposta. “Oggi grazie alla nostra opposizione all’archiviazione il Gip – spiega l'associazione - ha disposto nei confronti del Pm l'acquisizione di ulteriori elementi di prova riguardanti il cucciolo, che Lav aveva segnalato come assenti nel fascicolo, e dunque, una rivalutazione della questione alla luce degli elementi che emergeranno”.
“Il clima d’odio creato dal Presidente Fugatti nei confronti degli orsi, può avere spinto i cittadini a farsi giustizia da sé, anche nei confronti di individui che non hanno mai manifestato comportamenti preoccupanti” - ha dichiarato Massimo Vitturi, Responsabile Area Animali Selvatici di Lav - “Per questo vogliamo scoprire quello che è accaduto agli animali e ricostruire la dinamica del loro decesso, così da identificare anche possibili atti di bracconaggio che dovranno essere perseguiti dalla Magistratura”.


















