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Trento
06 febbraio | 18:14

Orsa F36, Lav pronta a costituirsi parte civile contro i due cacciatori indagati: “Fu uccisa senza necessità, ora giustizia contro l’odio verso gli orsi”

Lunedì  prossimo si terrà l’udienza predibattimentale nella quale l’associazione animalista chiederà di costituirsi parte civile

Orsa F36, Lav pronta a costituirsi parte civile contro i due cacciatori indagati

TRENTO. E' pronto ad aprirsi un nuovo fronte giudiziario sui grandi carnivori in Trentino. La Lav ha annunciato in queste ore di volersi costituire parte civile nel procedimento che riguarda l'abbattimento dell'orsa F36 e i due cacciatori indagati.  Dopo che il gip del Tribunale di Trento ha riconosciuto le motivazioni con le quali la Lav si era opposta all’archiviazione del procedimento aperto a seguito del rinvenimento del cadavere dell’orsa F36, lunedì  prossimo si terrà l’udienza predibattimentale nella quale l’associazione animalista chiederà di costituirsi parte civile. 

 

“Finalmente, dopo avere evitato il rischio di archiviazione del procedimento, potrà essere fatta giustizia sull’uccisione di F36, vittima anche lei del clima d’odio creato ad arte dalla giunta Fugatti nei confronti degli orsi, noi ci costituiremo parte civile per dare ogni contributo possibile perché si giunga alla condanna dei responsabili della morte dell’orsa” ha affermato Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della Lav.

 

Per l'orsa era stato disposto l'abbattimento da parte del governatore Fugatti dopo che nel luglio del 2023 aveva avuto un contatto con due giovani ed era stata protagonista di un falso attacco. Ma poco dopo era stata trovata morta in val Bondone, sul territorio comunale di Sella Giudicarie. 

 

“Le conseguenti indagini dei forestali trentini avevano permesso di appurare che l’orsa era stata verosimilmente uccisa da un proiettile esploso da un fucile a canna rigata che aveva sparato da un appostamento di caccia che si trovava a circa 600 metri di distanza, indirizzando subito le indagini verso quattro cacciatori, i cui cellulari e le denunce di uscita per caccia, confermavano la loro presenza in quella zona proprio il 24 settembre 2023, data della morte dell’orsa. Le analisi compiute dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie avevano infine permesso di rinvenire tracce di piombo sul corpo dell’animale, confermando così il fatto che F36 era stata uccisa da mano umana” viene ricostruito in una nota dalla Lav.

 

La denuncia depositata dall'associazione non è stata archiviata grazie all'opposizione portata avanti. 

 

“Ora il gip del Tribunale di Trento accogliendola ha chiesto al Pm – spiega la Lav -  di formulare l’imputazione a carico dei due cacciatori. Questi, da lunedì prossimo, si troveranno sul banco degli imputati anche perché secondo le ipotesi investigative l’uccisione era stata posta 'in essere senza alcuno stato di necessità come le evidenze della posizione dimostravano che l’animale non doveva trovarsi nella posizione di attacco'”.

 

“Con il nostro ufficio legale siamo già al lavoro per supportare il futuro processo che confidiamo faccia giustizia sull’animalicidio dell’orsa” conclude la Lav.

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