Contenuto sponsorizzato
Trento
07 febbraio | 18:15

Orsa F36 uccisa, Leidaa si costituisce parte civile al processo contro i due cacciatori indagati. Brambilla: "Continueremo a dare battaglia, il tempo dell'impunità è finito"

L'onorevole Michela Vittoria Brambilla: "L’apertura del processo per l’uccisione dell’orsa F36 vedrà la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente in prima linea: chiederemo che venga fatta giustizia per questa povera orsa ingiustamente uccisa"

Orsa F36 uccisa, Leidaa si costituisce parte civile al processo contro i due cacciatori indagati

TRENTO. “L’apertura del processo per l’uccisione dell’orsa F36 vedrà la Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente in prima linea: chiederemo che venga fatta giustizia per questa povera orsa ingiustamente uccisa”. Queste le parole dell'onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Leidaa e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, che annuncia di aver presentato l'atto di costituzione di parte civile della Leidaa in vista dell’udienza pre dibattimentale fissata per lunedì 9 febbraio al Tribunale di Trento e relativa all'uccisione dell'orsa F36 (QUI ARTICOLO).

 

Ripercorrendo la vicenda, per l'orsa era stato disposto l'abbattimento da parte del governatore Maurizio Fugatti dopo che nel luglio del 2023 aveva avuto un contatto con due giovani ed era stata protagonista di un falso attacco. In seguito il Tar di Trento aveva sospeso l'ordinanza di abbattimento emessa dalla Provincia, ma dopo circa due mesi il plantigrado era stato trovato morto in val Bondone, sul territorio comunale di Sella Giudicarie. 

 

"F36 fu trovata morta in Val Bondone - si legge in una nota diffusa dalla Leal, che anch'essa si costituirà parte civile assieme a Lav e Leidaa - uccisa da un colpo di fucile sparato da un appostamento di caccia a circa 600 metri di distanza. Le indagini dei Forestali trentini, supportate dalle analisi dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie che hanno rinvenuto tracce di piombo sul corpo, hanno confermato l'uccisione dell'animale per mano umana. I dati dei cellulari e le denunce di uscita venatoria degli indagati li collocavano nell'area proprio il 24 settembre, data presunta della morte. L'uccisione è avvenuta senza alcuno stato di necessità: l'orsa non si trovava in posizione di attacco e non era abbattibile legalmente".

 

E ora, come detto, i due cacciatori trentini rinviati a giudizio dovranno rispondere di bracconaggio e animalicidio. Tornando alle parole dell'onorevole Brambilla, questa specifica come “l’opposizione della Leidaa, che aveva già partecipato con il suo perito all’autopsia dell’orsa, sia stata fondamentale per consentire l’imputazione dei due cacciatori".

 

"Continueremo a dare battaglia - conclude l'onorevole - nello spirito della Legge Brambilla che tutela tutti gli animali, esseri senzienti, in quanti portatori di diritti. Il tempo dell’impunità è finito”.

 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente Leal Gian Marco Prampolini. "Accogliamo con soddisfazione questo passo avanti giudiziario - dichiara - nei confronti di chi uccide animali selvatici, e l'udienza di lunedì segnerà l'inizio di un processo che vedrà l'associazione in prima linea per la giustizia, il rispetto della vita animale e la tutela della biodiversità".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 04 agosto | 21:01
Presentato il piano “Trentino 2040”, per fare il punto sulle prospettive di sviluppo economico e industriale sul territorio provinciale per la [...]
Cronaca
| 04 agosto | 20:40
“Avevamo un dialogo unico. Di Zen ce n’è stato solo uno”. È morto il pastore belga Malinos che col suo fiuto contribuì a salvare decine e [...]
Cronaca
| 04 agosto | 20:20
Gli operatori Cmd dell’Esercito hanno già completato la neutralizzazione di quattro ordigni in diverse località. Tra le principali figura [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato