Orsa F36, i due cacciatori chiedono il rito abbreviato. Le associazioni: "Confermata la solidità delle accuse. Abbiamo impedito che un atto di bracconaggio rimanesse impunito"
Il giudice, preso atto delle istanze e dei depositi, ha disposto il rinvio al prossimo 20 aprile

TRENTO. Giornata importante oggi, lunedì 9 febbraio, al tribunale di Trento, dove si è tenuta l’udienza predibattimentale per l’uccisione dell’orsa F36.
Nel corso della seduta, i due cacciatori imputati hanno formalizzato la richiesta di accesso al giudizio abbreviato condizionato. Il Giudice, preso atto delle istanze e dei depositi, ha disposto il rinvio al prossimo 20 aprile.
Quello che riguarda F36 ad anni di distanza rimane un episodio controverso: nei confronti dell'orsa era stato disposto l'abbattimento da parte del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti dopo che nel luglio del 2023 il plantigrado aveva avuto un contatto con due giovani ed era stata protagonista di un falso attacco. Successivamente il Tar di Trento aveva sospeso l'ordinanza di abbattimento emessa dalla Pat, ma circa due mesi più tardi il plantigrado era stato trovato morto in val Bondone, sul territorio comunale di Sella Giudicarie.
L’orsa era stata rinvenuta senza vita il 27 settembre 2023: "Le indagini, supportate da rilievi balistici e dati telefonici - ha dichiarato in una nota la Leal -, hanno accertato che l’animale fu ucciso il 24 settembre da un colpo di fucile sparato da un appostamento di caccia a 600 metri di distanza, mentre si trovava in stato di totale inoffensività".
Tornando a oggi, sono state depositate le costituzioni delle parti civili. Tra queste anche Leal che ribadisce "il proprio ruolo determinante: l’imputazione dei due soggetti per concorso in uccisione di animale (artt. 110 e 544-bis c.p.) scaturita proprio dall’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dai nostri legali".
A riguardo, l’avvocato Aurora Rosaria Loprete ha aggiunto: "L'odierna richiesta di rito abbreviato conferma la solidità del quadro accusatorio che abbiamo contribuito a delineare. La nostra opposizione all'archiviazione ha impedito che questo atto di bracconaggio rimanesse impunito. La vigilanza resterà massima in vista dell'udienza di aprile, affinché la scelta di un rito speciale non pregiudichi il pieno accertamento della verità e il giusto riconoscimento delle parti civili danneggiate da questo efferato crimine".












