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Trento
22 luglio | 16:35

"F36 uccisa a fucilate, due cacciatori trentini rinviati a giudizio". Esulta la Lav: "Chiediamo giustizia per l'orsa e per il suo cucciolo"

L'associazione animalista: "Grazie a noi il procedimento non è stato archiviato: ora si aprirà il processo nei confronti dei cacciatori indagati per la sua morte che dovranno rispondere delle accuse di bracconaggio e animalicidio"

"F36 uccisa a fucilate, due cacciatori trentini rinviati a giudizio"
di Redazione

TRENTO. Esulta la Lav, e rimane aperto un caso che si trascina ormai da anni: due cacciatori trentini saranno rinviati a giudizio e dovranno rispondere di bracconaggio e animalicidio dopo che il Gip del Tribunale di Trento ha infatti riconosciuto le motivazioni con le quali la Lav si era opposta all’archiviazione del procedimento, aperto a seguito del rinvenimento del cadavere dell’orsa F36 nel settembre 2023.

 

“La notizia ricevuta oggi ci rende molto felici, ora finalmente potrà essere fatta giustizia sull’uccisione di F36, vittima anche lei del clima d’odio creato ad arte dalla giunta Fugatti nei confronti degli orsi e speriamo serva da deterrente per impedire casi analoghi”, ha detto Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della Lav.

 

Secondo quanto riportato dalla Provincia autonoma di Trento, il 30 luglio 2023 l’orsa F36 aveva attaccato due escursionisti sui monti sopra Roncone, quindi una settimana dopo l’attacco, il 6 agosto, sempre sul territorio comunale di Sella Giudicarie, un’altra coppia di escursionisti aveva subìto un falso attacco da parte di F36. L’animale era stato catturato ai fini dell’applicazione del radiocollare e rilasciato il 29 agosto 2023.

 

Il 7 settembre dello stesso anno era scattato il decreto di abbattimento dell’animale a firma del presidente della Provincia, successivamente sospesa dal Tar di Trento e dunque modificata in ordine di cattura. Le attività condotte nei confronti di F36 per eseguire l’autorizzazione alla rimozione non hanno avuto successo. Il 27 settembre 2023, la carcassa dell’animale è stata rinvenuta in val di Bondone.

 

Le conseguenti indagini dei forestali trentini - riprende la Lav - avevano permesso di appurare che l’orsa era stata verosimilmente uccisa da un proiettile esploso da un fucile a canna rigata che aveva sparato da un appostamento di caccia che si trovava a circa 600 metri di distanza caccia, indirizzando subito le indagini verso quattro cacciatori, i cui cellulari e le denunce di uscita per caccia confermavano la loro presenza in quella zona proprio il 24 settembre 2023, data della morte dell’orsa.

 

Le analisi compiute dall’Istituto zooprofilattico delle Venezie avevano infine permesso di rinvenire tracce di piombo sul corpo dell’animale, confermando così il fatto che F36 era stata uccisa da mano umana.

 

La denuncia depositata dalla Lav era però destinata all’archiviazione decisa dal PM, ma la pronta e circostanziata opposizione presentata dall’associazione animalista, ha scongiurato l’ipotesi e ora il GIP del tribunale di Trento accogliendola ha chiesto al PM di formulare l’imputazione a carico dei due cacciatori che potrebbero trovarsi sul banco degli imputati anche perché secondo le ipotesi investigative, l’uccisione era stata posta “in essere senza alcuno stato di necessità come le evidenze della posizione dimostravano che l’animale non doveva trovarsi nella posizione di attacco”.

 

Se inoltre fosse confermato il coinvolgimento di due cacciatori - prosegue l'associazione ambientalista - sarebbe ancora una volta dimostrato che il loro dichiararsi paladini della tutela della biodiversità è solo uno slogan vuoto di contenuti ma utile a una sorta di green washing a vantaggio di una categoria di cittadini che passa il proprio tempo divertendosi ad ammazzare gli animali selvatici.

 

“Ora restiamo in attesa della fissazione della data della prima udienza del procedimento, il nostro ufficio legale è già al lavoro per supportare il futuro processo che confidiamo faccia giustizia sull’animalicidio dell’orsa” conclude la Lav.

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