Uccisione orsa F36, fissata l'udienza preliminare per i due cacciatori. La Leal: "Ci costituiamo parte civile. Un atto di gravità inaudita"
E' stata fissata l'udienza preliminare: due le persone indagate e rinviate a giudizio. Il presidente di Leal, Gian Marco Prampolini: "Vogliamo lanciare un messaggio forte contro ogni forma di crudeltà nei confronti di orsi e di tutta la fauna selvatica"

TRENTO. "Saremo presenti in Aula e ci costituiremo parte civile per chiedere giustizia per la morte dell'orsa F36", le parole di Gian Marco Prampolini, presidente di Leal. "L'uccisione è un atto di gravità inaudita". E' stata fissata l'udienza preliminare per l'uccisione del plantigrado, due le persone che sono indagate e che sono state rinviate a giudizio.
Un esemplare nel mirino della Provincia perché il 30 luglio del 2023 aveva attaccato due escursionisti sui monti sopra Roncone, quindi una settimana dopo un'altra coppia di escursionisti aveva subito un falso attacco. L'animale era stato catturato ai fini dell'applicazione del radiocollare e poi rilasciato il 29 agosto del 2023.
Il 7 settembre di quell'anno era stato firmato il decreto di abbattimento dell’animale, successivamente sospeso dal Tar di Trento e dunque modificato in ordine di cattura. Il corpo dell'orsa era stato ritrovato il 27 settembre 2023 nei boschi di Sella Giudicarie.
Una morte dell'orsa considerata sospetta e le associazioni hanno chiesto approfondimenti. Le indagini dei forestali trentini - prosegue il mondo ambientalista e animalista - avevano permesso di appurare che l’orsa era stata verosimilmente uccisa da un proiettile esploso da un fucile a canna rigata che aveva sparato da un appostamento di caccia che si trovava a circa 600 metri di distanza caccia, indirizzando subito le indagini verso quattro cacciatori, i cui cellulari e le denunce di uscita per caccia confermavano la loro presenza in quella zona proprio il 24 settembre 2023, data della morte dell’orsa.
A seguito di una denuncia presentata da Leal, tramite la legale Aurora Loprete, la pm Patrizia Foiera, ha disposto il rinvio a giudizio di due delle quattro persone indagate per l'uccisione. L'udienza preliminare è stata fissata per il 9 febbraio 2026 al Tribunale di Trento.
"Gli imputati saranno processati per concorso in uccisione di animale per crudeltà e senza necessità ai sensi degli articoli 110 e 544-bis del codice penale", aggiunge Prampolini. "I due avrebbero ucciso l'orsa F36 sparandole con un'arma da caccia a canna rigata, pur non sussistendo alcun pericolo per la loro incolumità o quella di terzi, dato che l'animale non mostrava comportamenti aggressivi o confidenti. Per una persona c'è anche il reato di favoreggiamento personale, ai sensi dell'articolo 378 del codice penale, in quanto avrebbe aiutato un altro a eludere le indagini durante la notifica di un decreto di perquisizione il 17 maggio 2024".
La Leal stigmatizza l'efferatezza del crimine. "L'orsa F36 è deceduta a causa di shock ipovolemico, risultato di lesioni traumatiche agli organi vitali provocate dal proiettile. Un atto di una gravità inaudita. Il nostro impegno va oltre la tutela dei singoli animali. Vogliamo lanciare un messaggio forte contro ogni forma di crudeltà nei confronti di orsi e di tutta la fauna selvatica: Leal non trascurerà di agire sul fronte legale per contrastare questi crimini e assicurare che chi si rende responsabile di tali atti venga punito con la massima severità", conclude Prampolini.












