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Trento
28 settembre | 11:26

Orsi ritrovati morti, "In Trentino sempre più cupa l'ombra del bracconaggio". L'Enpa presenta denuncia e chiede che "la gestione ritorni allo Stato"

"Assistiamo ormai da troppo tempo a reati indegni di un territorio che ci sembra di non riconoscere più: dove sono i Trentini per bene, che magari mugugnano, ma rispettano le leggi e che di questo rispetto ne fanno con orgoglio un segno distintivo?" scrive l'Ente Nazionale Protezione Animali che presenta denuncia in Procura dopo i casi dell'orsa ritrovata morta a Caldes e dell'orsetto ammazzato e scuoiato a Fondo

TRENTO. L'orsa ritrovata morta vicino a Caldes (Qui articolo) con la carcassa dell'animale che presentava ferite riconducibili ad un'arma da fuoco e la pelle dell'orsetto - ucciso e scuoiato - rinvenuta all'interno di un parco giochi a Fondo (Qui articolo): due sospetti atti di bracconaggio che hanno indotto l'Enpa, l'Ente Nazionale Protezione Animali, a sporgere denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica

 

"L'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) - spiega in una nota ufficiale l'associazione animalista a firma della presidente trentina Ivana Sandri - presenta denuncia alla Procura della Repubblica per due atti di bracconaggio avvenuti a pochissimi giorni di distanza: nel primo caso si tratta di un’orsa adulta, uccisa a colpi di fucile a Caldes in bassa Val di Sole, nel secondo caso la vittima è un cucciolo, ucciso e scuoiato, la cui pelle è stata lasciata nel parco giochi dei bambini a Fondo in Val di Non. Nel caso del cucciolo scuoiato non si tratta "solo" di un piccolo animale ammazzato, ma siamo di fronte anche ad un atto gravissimo di intimidazione, che aveva come vittime il cucciolo di orso e i cuccioli umani che avrebbero dovuto subire il trauma dello sconvolgente ritrovamento, con la finalità di lanciare un’intimidazione ai genitori, a tutta la comunità".

 

Poi il riferimento a quanto accaduto a Caldes dove, dieci giorni fa, due escursionisti avevano notato la carcassa di un'orsa. Con Enpa che si dice sicura che "l'orsa è stata vittima di un atto di bracconaggio".

"Nel caso dell'orsa rinvenuta morta a Caldes - prosegue Enpa - i nostri sospetti hanno trovato conferma - l’orsa è stata vittima di un atto di bracconaggio - e ancora più fondamentale si rivela l’accesso agli atti fatto alla Pat per ottenere notizie più approfondite, come le modalità della sua uccisione, se era accompagnata da cuccioli che stava ancora allattando, dove si trovano ora i cuccioli e le loro condizioni, ecc. Una serie di domande cui ne aggiungiamo altre, dopo la conferma che è stata fucilata. Ad esempio: da che distanza le sono stati sparati i colpi, se da terra o dall'alto, e con quanti colpi è stata fucilata. Assistiamo ormai da troppo tempo a reati indegni di un territorio che ci sembra di non riconoscere più: dove sono i Trentini per bene, che magari mugugnano, ma rispettano le leggi e che di questo rispetto ne fanno con orgoglio un segno distintivo?".

 

Enpa, infine, attacca la Provincia Autonoma di Trento per quella che viene bollata come "l'assurda - dal punto di vista scientifico - legge con cui prevede di poter ammazzare fino a 8 orsi ogni anno" e lancia un appello ai trentini "che rispettano le leggi, rispettano gli animali e vogliono che la fauna, la biodiversità e il nostro meraviglioso ambiente siano rispettati e tutelati.

 

"Di questi contrasti fra sensibilità, correttezza e competenze diverse ne è un segno chiaro la calendarizzazione a novembre davanti all’europarlamento, promossa dall’eurodeputata Cristina Guarda (che ringraziamo per il suo impegno costante in favore della biodiversità e dell’ambiente) - conclude l'associazione -, della petizione sostenuta da alcune fra le maggiori associazioni protezioniste - fra cui l’Enpa - per contrastare l’assurda - dal punto di vista scientifico - legge con cui la Pat prevede di poter ammazzare fino a 8 orsi ogni anno. Però conosciamo anche la riservatezza dei tanti Trentini, i più in realtà, che non urlano a favore di telecamera, non fomentano odio e paure immotivati, rispettano le leggi, rispettano gli animali e vogliono che la fauna, la biodiversità e il nostro meraviglioso ambiente siano rispettati e tutelati. A loro deve rispondere la Pat, la cui inerzia di fronte a questa emergenza ci fa chiedere, ancora una volta, che la gestione - poi, perché si devono “gestire” degli animali che la Pat ha volontariamente re-introdotto, con i quali è possibile convivere, con le opportune attenzioni - degli orsi torni nell’alveo della Stato, anche perché dello Stato essi sono patrimonio indisponibile".

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