Foraggiamento per scopi venatori, sì ma non deve influire sulle abitudini dell'orso. Il Wwf: "Un primo passo. Serve investire nella prevenzione con metodo scientifico"
Il massimo organo della giustizia amministrativa italiana ha ribadito che la pratica del foraggiamento - per scopi venatori - rimane consentita, ma nei distretti che abitualmente sono frequentati anche dall'orso (il distretto dell'Alta Val di Non, della Val di Sole, del Chiese, delle Giudicarie e della Rendena), il mantenimento dovrà essere integrato da un'istruttoria tecnica prodotta dalla Provincia: ogni situazione dovrà, dunque, essere valutata, motivata in maniera dettagliata e verificata

TRENTO. Il Consiglio di Stato ha accolto - solo parzialmente - il ricorso presentato dalla Lav, la Lega Anti Vivisezione, contro il foraggiamento degli ungulati a scopo venatorio.
Il massimo organo della giustizia amministrativa italiana ha ribadito che la pratica del foraggiamento - per scopi venatori - rimane consentita, ma nei distretti che abitualmente sono frequentati anche dall'orso (il distretto dell'Alta Val di Non, della Val di Sole, del Chiese, delle Giudicarie e della Rendena), il mantenimento dovrà essere integrato da un'istruttoria tecnica prodotta dalla Provincia: ogni situazione dovrà, dunque, essere valutata, motivata in maniera dettagliata e verificata.
L'istruttoria della Pat dovrà essere finalizzata a verificare che il foraggiamento non influisca con le abitudini dell'orso. E, se vi fosse un "aggravamento" delle condizioni, a quel punto la Provincia dovrebbe esercitare il proprio potere per sospendere l'attività (in quel caso specifico).
"E' un passo in avanti nel processo di responsabilizzazione della Provincia - commenta l'avvocato Domenico Aiello, responsabile tutela giuridica della Natura per il Wwf Italia -, che non può che essere accolto con positività, nell'opera di prevenzione dei contatti e dei potenziali conflitti tra l'uomo e l'orso. Si tratta di una ulteriore tappa in un percorso più articolato che per raggiungere l'obiettivo della convivenza pacifica con i grandi carnivori necessita di investire sulla prevenzione con metodo scientifico, mettendo da parte logiche politiche e strumentalizzazioni"
Secondo la Lav, che ha prodotto il ricorso, la pratica del foraggiamento dedicata agli ungulati è da considerarsi pericolosa perché nelle zone di presenza dell'orso, avvicina quest'ultimo ai centri abitati e risulta altresì dannosa per l'ecosistema.
Dopo la sentenza, la Provincia Autonoma di Trento ha emesso una nota nella quale ribadisce che la pratica "resta nella discrezionalità dell'Amministrazione provinciale" e "continuerà dunque a operare nel rispetto delle indicazioni tecnico - scientifiche".
"La pratica del foraggiamento dei selvatici non è vietata e resta nella discrezionalità dell'Amministrazione provinciale decidere se mantenerla, sospenderla o rimuoverla nei singoli casi - questo il comunicato della Pat -. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, in una sentenza che accoglie solo parzialmente il ricorso presentato dalle associazioni animaliste. Il massimo giudice amministrativo ha evidenziato come la normativa provinciale consenta questa pratica ed ha statuito che - nei Distretti abitualmente frequentati dall'orso - l'eventuale scelta di non sospendere il foraggiamento sia accompagnata da un'istruttoria tecnica. La Provincia continuerà dunque a operare nel rispetto delle indicazioni tecnico - scientifiche per la salvaguardia della biodiversità e la tutela della fauna selvatica durante il periodo invernale, ossia nella stagione in cui è ammesso il foraggiamento".














