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| 18 ott 2024 | 08:32

Prima i movimenti sospetti nei boschi, poi la scoperta: 5 giovani trovati a macellare delle carcasse in casa. Sequestrati due caprioli abbattuti illegalmente

I cinque sono stati trovati all'interno di una casa di montagna intenti a macellare due caprioli. Sono stati denunciati per abbattimento illegale e per aver utilizzato (illegalmente) delle munizioni spezzate

Prima i movimenti sospetti nei boschi, poi la scoperta: 5 giovani trovati a macellare delle carcasse in casa

BAGOLINO. Hanno abbattuto illegalmente due caprioli (un maschio ed una femmina), per poi nasconderli in casa, ma sono stati scoperti dalla polizia provinciale di Brescia, che ha prontamente sequestrato le carcasse.

 

Tutto è avvenuto nella giornata del 16 ottobre, in Alta Valle Sabbia, nel corso di controlli mirati alla lotta al bracconaggio. Nel tardo pomeriggio di mercoledì gli agenti del nucleo Ittico venatorio hanno per l'appunto intercettato un atto di bracconaggio culminato con l’uccisione di due magnifici esemplari di capriolo, un maschio e una femmina.

 

Già dalla tarda mattinata le forze dell'ordine avevano avuto avvisaglie di movimenti strani nei boschi che sovrastano l’abitato di Bagolino. L’esperienza e l’intuizione degli agenti hanno fatto il resto.

 

Attorno alle 16e20, dopo aver attentamente seguito le mosse di un gruppo di giovani e di un cacciatore del posto, gli agenti hanno bussato alle porte di una casa di montagna: all'interno sono stati trovati i ragazzi intenti a macellare i due caprioli abbattuti illegalmente. 

 

È quindi scattata l’identificazione di tutti i soggetti presenti, alle prese con il bottino della giornata. Gli animali abbattuti, le attrezzature impiegate, nonché due fucili sono stati posti sotto sequestro, mentre i cinque, tutti titolari di licenza di caccia, sono stati denunciati in concorso fra loro per l'abbattimento illegale dei caprioli e per aver utilizzato illegalmente delle munizioni spezzate.

 

Questa è solo l’ultima operazione portata a termine nelle valli bresciane dagli agenti e ufficiali del nucleo Ittico venatorio della polizia provinciale di Brescia, che si aggiunge ad altri sequestri di ungulati avvenuti in Valle Camonica in questo primo periodo di attività venatoria e ad altri reati legati all’avifauna migratoria (reti di uccellagione e trappole a scatto sequestrate in bassa bresciana).

 

Nelle precedenti giornate sono infatti stati sequestrati, per diverse violazioni al regolamento della caccia agli ungulati che è iniziata il 17 agosto, un cervo maschio a Temù e uno a Monno, un camoscio maschio in Valle di Saviore, uno a Esine e uno a Corteno Golgi. Gli animali oggetto di sequestro amministrativo sono stati affidati ai Comprensori alpini di provenienza per gli adempimenti a loro carico.

 

Il nucleo Ittico venatorio, oltre ai controlli in materia di caccia e pesca su tutto il territorio provinciale, resta impegnato anche nel contrasto della peste suina africana (Psa) con diversi servizi di contenimento al cinghiale, principale veicolo dell’infezione trasmissibile ai suini domestici, effettuati in orario notturno, che hanno portato all'abbattimento di 168 cinghiali. 

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