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Bolzano
06 dicembre | 11:44

"Pronto, sono il maresciallo Rossi", ma è una nuova (e più sofisticata) truffa telefonica: tre casi in provincia, ecco i dettagli e i consigli dei carabinieri

Il truffatore ha invitato le vittime a contattare il 112 per avere conferma della veridicità della chiamata, ma con uno stratagemma al telefono rispondeva sempre lui

"Pronto, sono il maresciallo Rossi", ma è una nuova (e più sofisticata) truffa telefonica
di Redazione

EGNA. “Pronto, sono il Maresciallo Rossi dei Carabinieri di Bolzano”, ma è una truffa.

 

Ad esserne colpite, nei giorni scorsi, sono state tre signore residenti a Egna che sono state contattate telefonicamente da un individuo che si è falsamente presentato come un maresciallo dei carabinieri e, con tono autorevole, ha cercato di indurre le vittime a fornire dati personali, richiedendo informazioni sensibili con la scusa di una presunta operazione di polizia in corso.

 

L'obiettivo, informano i carabinieri, era evidentemente quello di ottenere tali dati per fini illeciti, e concordare poi un incontro per un versamento di denaro, camuffano la frode sotto l'apparenza di un'azione delle forze dell'ordine.

 

Fortunatamente le tre vittime – nate rispettivamente nel 1940, 1943 e 1959 – non sono cadute nel tranello e non hanno fornito nessuna informazione, sporgendo prontamente denuncia ai carabinieri che sono attualmente impegnati nelle indagini per identificare il responsabile, nonché per prevenire ulteriori episodi simili.

 

Questi episodi, spiegano i carabinieri, fanno parte di una più ampia strategia fraudolenta che sfrutta la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, rivolta in particolare contro le fasce più vulnerabili della popolazione.

 

“Il modus operandi del tentativo di truffa che ha visto coinvolte tre cittadine di Egna è nuovo nel suo genere in Alto Adige e questa truffa infatti segue uno schema ben preciso: il truffatore, spacciandosi per un pubblico ufficiale, chiama la vittima con un pretesto urgente, spesso legato a situazioni di pericolo o emergenze familiari” avverte il comandante dei carabinieri di Egna Federico Seracini.

 

“La particolarità di questi tre casi, però, si è concretizzata nell’invitare la vittima a contattare il 112 per avere la conferma circa la veridicità della chiamata – viene specificato – con le chiamate che avvengono solo su un numero fisso ed i truffatori usano il trucco di non chiudere la linea così, quando la vittima rialzando la cornetta compone il 112, in realtà è rimasta sempre al telefono con il truffatore che risponde e conferma la falsa storia”.

 

I carabinieri, in una nota, raccomandano vivamente alla popolazione di diffidare di chiamate sospette, specialmente se vengono richieste informazioni sensibili o se viene suggerito di chiamare il 112 tramite una linea fissa.

 

In questi casi, viene sottolineato, è preferibile utilizzare un cellulare o assicurarsi che la linea precedente sia stata effettivamente chiusa, prima di comporre il numero. L'invito, in particolare alle persone anziane, è di non esitare a contattare immediatamente le forze dell'ordine in caso di dubbi o sospetti.

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