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Trento
09 aprile | 13:27

Quando il loro padrone muore, oltre 1000 animali domestici diventano randagi o finiscono al canile o al gattile: ecco il progetto di Aidaa per "salvarli"

L'iniziativa coinvolge direttamente le onoranze funebri aderenti. Il presidente di Aidaa Lorenzo Croce: "Totalmente gratuito, il servizio vuole alleviare il trauma all'animale e aiuta i Comuni a ridurre i costi"

Quando il loro padrone muore, oltre 1000 animali domestici diventano randagi o finiscono al canile o al gattile

TRENTO. Coinvolgere le onoranze funebri per evitare agli animali domestici, cani e gatti in primis, di finire al canile o al gattile quando il loro proprietario muore o, ancor peggio, di rischiare di diventare randagi.

 

A lanciare un piano d'azione in tal senso decisamente innovativo è Aidaa, l'associazione italiana difesa animali e ambiente, con un progetto - già avviato nelle regioni italiane con il maggior tasso di randagismo e che approda ora anche in Trentino – che mira ad intervenire nella fase di stasi che si crea quando l'animale domestico perde il suo punto di riferimento.

 

A spiegare il funzionamento dell'iniziativa, a il Dolomiti, è il presidente di Aidaa Lorenzo Croce che specifica che in Italia, ogni anno, sono circa 1000 gli animali domestici che si trovano a vivere questa brutta situazione.

 

"Nel momento in cui una persona muore e non ci sono possibilità di affidamento interne alla rete famigliare – spiega Croce – l'animale viene preso in carico dalle imprese di pompe funebri aderenti che si occupano del loro mantenimento nel contesto di una rete di privati o associazioni appositamente creata".

 

In tutta la penisola sono oltre cento le onoranze funebri che hanno aderito, e in Trentino Alto Adige il progetto è ora agli albori: "Stiamo iniziando ora a prendere contatti sul territorio per poi procedere a creare la rete di accoglienza: l'intenzione è quella di arrivare ad una piena operatività in autunno".

 

L'intenzione di Aidaa è quella di coprire, nel tempo, il maggior numero di regioni possibile con le proiezioni positive del progetto che toccano più ambiti.

 

"Il servizio è completamente gratuito e vuole, in primis, contrastare il sovraffollamento dei canili e delle strutture che ospitano gli animali senza padrone – spiega in conclusione Lorenzo Croce – ma anche alleviare il trauma per l'animale, che andrebbe ad aggiungersi a quello della perdita del suo punto di riferimento. Un ultimo aspetto, non secondario, è quello di voler agevolare i Comuni dal punto di vista economico: il costo di un animale che non ha più un padrone, infatti, si aggira attorno ai 4 mila euro all'anno".

 

Per informazioni o per aderire all'iniziativa è possibile scrivere una mail a direttivo.aidaa@libero.it oppure inviare un messaggio al numero 3479269949.

 

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