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Trento
02 febbraio | 05:01

“Smantellato l'antibagno nelle celle per fare spazio ai detenuti”. Al carcere di Trento è allarme sovraffollamento e manca personale: “Calo di 28 agenti nell’organico?”

All'interno di alcune celle sarebbero stati tolti, dall’antibagno, alcuni piani di acciaio ancorato al pavimento ad uso cucinino per recuperare spazio. “Semplicemente, un’operazione indecente" ha affermato de Bertolini. La prossima settimana in consiglio provinciale ci sarà la nomina del nuovo 'garante dei detenuti', Demagri: "Servono tempi maggiori di ascolto. Il sovraffollamento è diventato insostenibile"

Foto archivio Imagoeconomica
Foto archivio Imagoeconomica

TRENTO. “Sotto organico”, gli agenti di polizia penitenzia del carcere di Trento in un mese sono stati costretti a 3 mila ore di lavoro straordinario.

 

Ma non è l'unico problema dell'istituto penitenziario di Spini di Gardolo che rischia di abdicare al fondamentale ruolo di rieducazione diventando, come qualcuno l'ha già causticamente definito, una vera a propria “macelleria sociale”.

 

Il sovraffollamento è arrivato a numeri insostenibili. La voce di chi l'ha denunciato più volte è caduta nel vuoto. L'amministrazione, però, per rispettare lo spazio minimo di 3 metri quadrati imposto dalla Cedu a presidio della dignità umana per ogni detenuto, non ha scelto di ripristinare – nel rispetto dei detenuti – l’accordo iniziale che calmierava la capienza; piuttosto, ha scelto di smantellare pezzi di celle per fare più spazio.

 

Tutto fa capire che la situazione è grave. Chi entra in carcere, scontata la pena, dovrebbe essere messo in libertà migliore di quando è entrato. Senza spazi, con pochi educatori e carenza di agenti, però, veramente è così? A pagarne, ancora una volta, rischia di essere l'intera comunità.

 

SOVRAFFOLLAMENTO INSOSTENIBILE

Nell'articolo 9 “Gestione del nuovo carcere” dell'intesa istituzionale di programma tra il Governo e la Provincia di Trento era scritto: “Il Ministero della Giustizia prende atto che il nuovo carcere di Trento è stato progettato per una capienza di 240 detenuti” e che il numero di detenuti che saranno ristretti nel nuovo carcere di Trento dovrà essere tendenzialmente contenuto entro questo valore. Viene poi specificato, nello stesso articolo, che “i limiti possono essere superati esclusivamente per circostanze del tutto eccezionali ed imprevedibili e limitatamente al tempo strettamente necessari per superare la situazione di emergenza verificatasi, fermo restando l'obbligo di adoperarsi per ridurre anche gradualmente le eccedenze nel più breve tempo possibile”.

Il limite di 240 detenuti è stato ampiamente superato da ormai diverso tempo. L'ultima relazione che è stata fatta dalla garante dei detenuti, Antonia Menghini, al 27 settembre del 2023 riportava il numero di 362 detenuti. Oggi siamo arrivati, secondo i numeri diffusi dal Sinappe, a circa 380 che si trovano rinchiusi nel carcere di Spini di Gardolo.

 

Ed è anche per questo che l'amministrazione penitenziaria starebbe smantellando pezzi di celle per ricavare quello spazio stabilito dalla Corte europea per i diritti dell'uomo. A denunciarlo è stato il capogruppo del Pd in consiglio regionale, l'avvocato Andrea de Bertolini che, qualche giorno fa, nel suo intervento in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, l'ha messo nero su bianco.

 

“Proprio in ragione di questo sovraffollamento, l’Amministrazione penitenziaria, per tutelarsi formalmente dalle condanne della struttura di Spini sull’incivile violazione dello spazio minimo di 3 metri quadrati imposto dalla Cedu a presidio della dignità umana per ogni detenuto all’interno della cella – spiega de Bertolini - non ha scelto di ripristinare nel rispetto dei detenuti (e per rispetto verso questa Provincia) – l’accordo iniziale che calmierava la capienza; piuttosto, ha scelto di smantellare pezzi di celle per recuperare spazio”.

 

All'interno di alcune celle, infatti, sarebbero stati tolti, dall’antibagno, alcuni piani di acciaio ancorato al pavimento ad uso cucinino. “Semplicemente, un’operazione indecente. Già segnalata dal Garante per i detenuti. Volgare. Perché fatta con dolo, per 'rubare' pochi centimetri quadrati, per ostentare una mera legalità formale” ha affermato de Bertolini. 

 

Il tema sarà senz'altro al centro del consiglio provinciale che si terrà nei prossimi giorni e che vede nell'ordine del giorno la nomina del Garante dei detenuti.

 

“Il problema del sovraffollamento non può più essere ignorato” ha spiegato la consigliera di Casa Autonomia Paola Demagri. “Le visite che abbiamo fatto sia all'istituto di Trento che a quello di Bolzano mostrano come in quest'ultimo i numeri dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria siano più equilibrati con beneficio dell'intera comunità carceraria”.

 

L'elezione del nuovo garante dei detenuti è molto importante anche per il ruolo che riveste di garanzia di dignità umana che viene a mancare a causa proprio del sovraffollamento. “Purtroppo i numeri elevati presenti a Spini di Gardolo – ha continuato Demagri – non hanno permesso alla garante di riuscire a dare risposte adeguate a tutti. Con la nuova nomina serve pensare ad uno spazio diverso, a tempi maggiori di ascolto visto che devono essere parametrati a numeri ben superiori di detenuti rispetto a quelli dell'accordo Provincia e Governo”.

 

MANCANO AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA

Un decremento di altri 28 agenti di polizia penitenziaria. E' questo il rischio a cui sta andando incontro il personale di sorveglianza dell'istituto penitenziario di Spini di Gardolo.

 

Il segretario regionale del Sinappe, Andrea Mazzarese lo scorso 15 gennaio ha inviato una lettera al provveditore dell'amministrazione penitenziaria, alla direttrice del carcere e al direttore generale del personale e delle risorse di Roma.

 

La lettera che Mazzarese ha inviato al Provveditore di Padova ha per oggetto la “Ripartizione della dotazione organica del Corpo di Polizia Penitenziaria” e fa riferimento a quanto è stato presentato negli scorsi mesi e cioè un’ipotesi di decremento generalizzato per tutti i ruoli, soprattutto di 11 uomini e 17 donne, appartenenti al ruolo agenti/assistenti. Una diminuzione che il sindacato considera grave e che mette in ulteriore seria difficoltà il personale già costretto a fare turni interminabili.

 

In questi giorni è arrivata la risposta del provveditore. “La lamentata ripartizione effettuata – viene spiegato la provveditore – è stata operata tenendo presente sia le dotazioni pervenute in base alle superiori determinazioni dipartimentali, sia le esigenze degli altri istituti del distretto; si è consapevoli del fatto che l'organico dell'istituto, specie per alcuni ruoli, debba essere incrementato, ma nell'occasione la ripartizione ha dovuto tenere conto , nella previsione della pianta organica, appunto delle limitazioni derivanti dalle concomitanti esigenze dei reparti delle altre strutture, e soprattutto della base di ripartizione costituita dagli incrementi e decrementi stabiliti a livello centrale”.

 

In poche parole tra pochi mesi gli agenti presenti al carcere di Spini di Gardolo potrebbero essere ulteriormente ridotti rispetto ai 159 presenti oggi.

 

“E' una previsione che sta portando avanti l'amministrazione penitenziaria. Stiamo parlando – spiega ancora Mazzarese - del ruolo di agenti assistenti, coloro che svolgono la loro attività quotidiana a contatto con i detenuti. Il loro compito è fondamentale, una riduzione sarebbe davvero insostenibile”.

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