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Trento
29 febbraio | 09:16

Trento tra i capoluoghi più virtuosi per la raccolta differenziata. “Ogni abitante paga in media 172,30 euro l'anno per i rifiuti: in Italia sono (almeno) 20 in più”

Il Rapporto rifiuti urbani 2023 redatto da Ispra premia i trentini per la gestione dei rifiuti. Oltre l'83% aderisce alla raccolta differenziata; molto efficace, il sistema di tariffazione puntuale

di Alissa Claire Collavo

TRENTO. Trento è il secondo capoluogo di regione (dopo Campobasso) ad avere la tariffa annua media più vantaggiosa per quanto riguarda la gestione dei rifiuti.

 

Lo attestano i dati contenuti nel Rapporto rifiuti urbani 2023 redatto da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) relativi all'anno 2022.

 

In primis, il sistema di raccolta differenziata gestito da Dolomiti Ambiente che – secondo i dati più recenti relativi al 2023 – “supera la soglia dell'83%”, una percentuale che conferma Trento tra i capoluoghi più virtuosi.

 

La modalità di raccolta porta a porta è infatti attiva su quasi tutto il Comune, eccetto le località turistiche del Monte Bondone e alcune realtà del centro storico che fanno invece riferimento alle isole ecologiche.

 

Una soluzione rivelatasi competitiva rispetto ad altri sistemi di raccolta, soprattutto per quanto riguarda la modalità di pagamento: pagare per ciò che si butta, infatti, fa risparmiare sui costi.

 

A Trento, ogni abitante paga in media 172,30 euro all'anno per la gestione dei rifiuti urbani; una cifra piuttosto buona, se paragonata al costo medio annuo nazionale che invece ammonta a 192,30 euro per abitante (nel 2021 era di 194,50 euro).

 

Tra le altre città che presentano costi minori, Catanzaro con 174,40 euro per abitante e, a seguire, Campobasso con 166,50 euro per abitante.

 

Un metodo efficace, quello del “paghi per quello che butti”, che mostra come a lungo termine il costo totale medio pro-capite per i comuni che adottano questa modalità di gestione dei rifiuti sia inferiore rispetto a quelli che applicano la Tari normalizzata.

 

Trento ma non solo, anche Cagliari e Potenza, sono infatti gli unici capoluoghi di regione ad aver adottato il sistema di tariffazione puntuale. Nello specifico, 172,30 euro per abitante a Trento, 296 euro per abitante a Cagliari e 233,10 euro per abitante a Potenza.

 

A livello regionale, il Trentino-Alto Adige presenta il costo medio totale per ogni chilogrammo di rifiuti prodotto più basso con 29,8 centesimi al chilo.

 

Il Rapporto rifiuti urbani 2023 è il risultato di un'attività di raccolta, analisi ed elaborazione dei dati da parte del Centro nazionale dei rifiuti e dell'economia circolare dell'Ispra, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell'ambiente.

 

Se il primo e più importante obiettivo è quello di prevenire la produzione di rifiuti, l'aspetto positivo che emerge dall'indagine è che – in controtendenza rispetto alla crescita del PIL e della spesa per consumi delle famiglie, aumentati rispettivamente del 3,7% e 6,1% nel 2022 – nel medesimo anno, la produzione nazionale dei rifiuti urbani in Italia è risultata in calo dell’1,8% rispetto al 2021, attestandosi a circa 29,1 milioni di tonnellate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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