Contenuto sponsorizzato
Trento
24 novembre | 18:48

Rifiuti, Trento tra i capoluoghi con le tariffe meno care d’Italia: la spesa media annua è pari a 199 euro

L'analisi portata avanti evidenzia il divario tra le diverse regioni con il Trentino Alto-Adige in testa per la spesa media più bassa, 224 euro, e la Puglia che chiude la classifica con una spesa media di 445 euro

Rifiuti, Trento tra i capoluoghi con le tariffe meno care d’Italia: la spesa media annua è pari a 199 euro

TRENTO. Trento è tra i capoluoghi con le tariffe meno care d'Italia. A confermarlo  è lo studio che è stato dato da Il Sole 24Ore che colloca il capoluogo trentino al secondo posto insieme a Udine con una spesa media pari a 199 euro all'anno, di soli 3 euro superiore a Cremona, dove si registra la spesa più bassa d'Italia, pari a 196 euro. 

 

Rispetto allo scorso anno, la spesa media delle famiglie italiane risulta in aumento, con variazioni sensibili tra il Nord e il Sud del Paese. L'analisi portata avanti evidenzia il divario tra le diverse regioni con il Trentino Alto-Adige in testa per la spesa media più bassa, 224 euro, e la Puglia che chiude la classifica con una spesa media di 445 euro. Tra gli aspetti che permettono un maggiore risparmio per le famiglie trentine vi è il sistema di tariffazione puntuale, che consente di commisurare la tariffa all'effettiva produzione di rifiuti.

 

A determinare i costi di gestione dei rifiuti, tuttavia, non è solo la quantità della raccolta differenziata, che, pur essendo arrivata al 66,6 per cento a livello nazionale e quindi sopra l’obiettivo imposto dalla Ue, rimane molto sbilanciata a livello geografico (al Nord arriva al 73,4 per cento, per scendere al 62,3 per cento al Centro Italia e al 58,9 per cento al Sud), ma anche la qualità degli scarti e l'efficienza degli impianti. 

 

Ci sono poi per la città di Trento le agevolazioni destinate nel 2025 all’utenza con particolari requisiti, approvate dalla Giunta comunale lo scorso aprile: alle famiglie sono riconosciuti d’ufficio, senza bisogno di presentare domanda, 40 euro per ogni figlio di età inferiore ai 30 mesi e l’Amministrazione rimborsa il 50 per cento del costo dei pannolini lavabili (fino a un massimo di 50 euro).

 

Inoltre, il Comune di Trento paga la quota variabile della tariffa riferita ai soli sacchi dei rifiuti sanitari per i soggetti che, per malattia o handicap, utilizzano presidi sanitari. Ancora, è riconosciuto uno sconto del 10 per cento sulla quota fissa a chi fa il compostaggio della frazione organica o alle associazioni. Infine, la quota fissa viene scontata del 50 per cento ai promotori di feste e sagre che utilizzano il 95 per cento di stoviglie lavabili o biodegradabili.

 

Tutte queste misure si aggiungono al bonus sociale per i rifiuti previsto dalla norma nazionale, applicato in automatico, senza bisogno di presentare domanda, ai cittadini che hanno un Isee non superiore a 9.530 euro, elevato a 20 mila euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 06:00
"Mancano i flussi, è inutile girarci troppo attorno, nonostante la città sia a due chilometri dall'Autostrada del Brennero, uno dei "corridoi" [...]
Cronaca
| 07 agosto | 06:57
Il terribile incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in Gardesana. Durante un sorpasso, secondo una prima ricostruzione, il 40enne [...]
Montagna
| 06 agosto | 20:15
Dal Trentino al Veneto, una panoramica sulla difficile situazione idrica in quota. Abbruscato: “Il problema principale legato all'utilizzo dei [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato