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Bolzano
21 settembre | 16:48

L'AfD (che vince anche in Meclemburgo-Pomerania) ha mire sull'Alto Adige? Tajani e Forza Italia, Bianchi e Galateo: ''Il Südtirol è Italia. Necessario fare chiarezza''

Secondo successo in due settimane per l'ultradestra tedesca. In Alto Adige la polemica si sposta sul convegno al Bundestag del 23 settembre

Foto: AP Photo
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BOLZANO. Due Land, due vittorie in quindici giorni. Domenica 20 settembre l'AfD è diventata il primo partito anche in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove i risultati preliminari le assegnano il 38,2 per cento, davanti alla Spd che governa il Land dal 1998 e che si ferma al 35,5.

 

Dietro ci sono la Linke al 6,5 e i Verdi al 5,7, mentre restano fuori dal parlamento regionale sia il Bsw (4,8) sia soprattutto la Cdu del cancelliere Friedrich Merz, che con il 4,9 per cento non supera la soglia del 5 e per la prima volta nella sua storia esce da un'assemblea di un Land.

 

A Berlino, invece, ha vinto la Linke con il 24,9 per cento, davanti alla Cdu del sindaco uscente (19,2). L'AfD è terza con il 15,8, quasi sette punti in più del 2023, ma meno di quanto pronosticassero i sondaggi.

 

“Un disastro”, per citare le parole dello stesso Merz che ha detto di assumersi la responsabilità, ma anche che non intende lasciare e vuole andare avanti con le riforme.

 

Alice Weidel dal canto suo, ha chiesto chiaramente di trarne le conseguenze, sostenendo che ormai l'AfD sia il partito più forte del Paese.

 

In Meclemburgo, però, la strada verso il governo resta in salita: con quei numeri servirebbe un alleato e tutti gli altri partiti hanno escluso fin dalla campagna elettorale una coalizione.

 

Due settimane fa, il 6 settembre, in Sassonia-Anhalt l'ultradestra aveva ottenuto il 44,8 per cento e 39 seggi su 83, a tre soli seggi dalla maggioranza assoluta.

 

In Alto Adige, però, il voto tedesco ha lasciato in secondo piano il Meclemburgo e ha riaperto un altro dossier, quello del Südtirol.

 

A far esplodere il caso è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un'intervista al Corriere della Sera ha denunciato il convegno organizzato dall'AfD al Bundestag il 23 settembre per gli 80 anni dell'accordo De Gasperi-Gruber.

 

Secondo il leader di Forza Italia, il manifesto di presentazione mostrerebbe una cartina con il Südtirol come Stato a parte, che dimostrerebbe come il partito tedesco promuova la secessione dall'Italia.

Nulla di nuovo sotto al sole, ma un fatto che Tajani ha definito gravissimo e sul quale l'Italia intende chiedere spiegazioni al Parlamento tedesco.

 

La linea di Tajani è stata rilanciata da una nota della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, che ha annunciato anche un'interrogazione alla Commissione.

 

Per gli azzurri "l'Alto Adige-Südtirol è parte integrante della Repubblica italiana e la sua appartenenza all'Italia non è materia di discussione".

 

Forza Italia ricorda di aver sempre sostenuto l'autonomia, come dimostrerebbe l'impegno a far eleggere al Parlamento Ue un candidato Svp, ma sottolinea che "sono gravi le dichiarazioni e le iniziative che in questi giorni hanno visto protagonisti esponenti di AfD" e che "è necessario fare piena chiarezza anche sull'iniziativa organizzata all'interno del Bundestag".

 

La nota collega la polemica alla partecipazione, pochi giorni fa a Termeno, di Jean-Pascal Hohm, leader di Generation Deutschland, al congresso dei secessionisti della Süd-Tiroler Freiheit, dove avrebbe ripreso lo slogan secondo cui il Sudtirolo non è Italia.

 

Ricorda inoltre la replica dell'eurodeputato AfD Marc Jongen, che a Orvieto, rispondendo a una domanda di Roberto Vannacci, ha definito una stupidaggine l'ipotesi di riprendersi il Sudtirolo, aggiungendo che il territorio era austriaco e non tedesco. Una presa di posizione che, per la delegazione azzurra, rende ancora più necessario un chiarimento.

 

La conclusione è netta: "L'Alto Adige-Südtirol è Italia e la sua autonomia è una ricchezza della Repubblica e dell'Europa. Su questo non possono esserci ambiguità: ci aspettiamo che AfD prenda chiaramente le distanze da ogni posizione che metta in discussione l'integrità territoriale italiana".

 

In provincia a schierarsi con il ministro è stato l'assessore Christian Bianchi, commissario di Forza Italia in Alto Adige, secondo cui l'appartenenza del territorio all'Italia non è materia di discussione. Sulla stessa linea il vicepresidente e assessore di Fratelli d'Italia Marco Galateo, che ha ribadito come l'Alto Adige non sia una terra contesa né uno strumento della propaganda nazionalista tedesca, ma una parte integrante della Nazione e una realtà plurilingue in cui cittadini di lingua italiana, tedesca e ladina condividono istituzioni, diritti e futuro.

 

Galateo ha chiesto a tutte le forze politiche altoatesine di prendere le distanze con chiarezza dall'iniziativa, perché l'autonomia, ha spiegato, si tutela e si rafforza dentro l'Italia e non mettendo in discussione l'unità nazionale.

 

Dall'altra parte i Freiheitlichen, che siedono in Giunta con l'assessora Ulli Mair e il cui vicepresidente Otto Mahlknecht sarà relatore a Berlino, hanno respinto le accuse.

 

Hanno ricordato che l'autodeterminazione è un principio centrale del diritto internazionale, precisando di non averla mai concretamente rivendicata e di puntare su un'autonomia sempre più ampia con il consenso dei tre gruppi linguistici.

 

Mahlknecht ha parlato di un polverone infondato, spiegando che la sua relazione riguarda la nascita dell'accordo e lo sviluppo dell'autonomia, e si è detto disposto a tenerla anche a Roma davanti ai deputati di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Più netto Sven Knoll, della Süd-Tiroler Freiheit, per il quale la miglior tutela dall'Italia sarà sempre non appartenere all'Italia.

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